Assessorato al consigliere Cosmai, Spina: «Ci sarebbero gli estremi per un reato»
«La dichiarazione ufficiale del sindaco Angarano di dare l’assessorato a titolo personale (non al suo gruppo consiliare PER), al consigliere Cosmai, eletto nell’opposizione, potrebbe configurare un grave reato. Non lo dico io, non è un mio parere: ha sancito questo principio, con riferimento ad un Comune dello stesso Stato di Bisceglie (ITALIA), LA CASSAZIONE SENTENZA N. 8203/2016 . La legge italiana non consente ad un sindaco di promettere o dare a titolo personale un’utilità, men che meno un assessorato a un suo amico/a, per farlo votare in suo favore, in distonia con il suo originario mandato elettorale di consigliere di opposizione. Il voto consiliare, discrezionale e libero, non puo’ essere “allettato” da concessioni personali.
Per questo in dodici anni di mia Sindacatura non ho mai concesso assessorati a chi voleva passare in maggioranza. Ma la legalità è un principio difficile da applicare per questa amministrazione comunale e il sindaco proviene da storie di partito, che questa sensibilità non la dimostra e non l’ha mai dimostrata neanche nelle altre realtà territoriali. Auspico che la “confessione” del Sindaco in Consiglio Comunale e quella di Cosmai (che ha votato, dopo la presentazione della sua assessora di riferimento, la variazione di bilancio all’ordine del giorno per due milioni di euro, in distonia rispetto agli altri due consiglieri del gruppo “PER”, MAZZILLI E TORCHETTI, CHE SI SONO DISSOCIATI DALLA CONDOTTA PERSONALE DI COSMAI) sulla stampa, possano essere vagliate dalle competenti autorità per una valutazione specifica e attenta dello scandaloso caso di Bisceglie, che viola i basilari principii di legge della nostra Repubblica Italiana.
La vita pubblica non può essere trascurata e relegata ad un campo selvaggio, dove le regole e le norme imperative di legge non possono trovare applicazione e debba prevalere la volontà del (pre) potente di turno. La questione, “spinosa”, non trova attenzione tra i “media”, specie quelli “amici” (noti e ignoti) dell’amministrazione Angarano, che cercheranno di buttarla nella solita frase “non è un reato”, è solo “cattiva politica”, è la solita sporca politica, “accade dovunque”, bla bla, mentre tutto sanno che le condotte e i danni gravi dell’amministrazione Angarano non trovano precedenti in nessun comune pugliese. Per questo motivo, con questo post, ho voluto denunciare pubblicamente, assumendomi come sempre le mie responsabilità, la sussistenza possibile e valutabile solo da parte delle competenti autorità di un possibile reato-delitto penalmente perseguibile. Abbiamo superato ampiamente, con la vicenda dell’assessorato ad personam, il confine dell’immoralità e non può competere certo ad un privato cittadino decidere in via istituzionale se siamo entrati nel campo dell’illiceità penale».
Lo scrive in una nota il consigliere comunale Francesco Spina.