Il Consiglio Comunale dello scorso 14 ottobre ha segnato, con ogni probabilità, il punto amministrativo più basso di un percorso politico nato con una solida maggioranza a 19 e oggi risicato a soli 14 consiglieri. È ormai inutile nascondersi o arroccarsi dietro narrazioni improbabili connesse alla presunta forza del civismo. La realtà ci mostra una gestione autarchica, ben lontana dalla democrazia partecipativa e dalle assemblee aperte che caratterizzano la politica dei partiti.
L’ennesimo ricorso a un assessore esterno donna non rappresenta affatto un traguardo di civiltà, bensì la prova lampante di dinamiche spartitorie. Vogliamo stigmatizzare con forza l’uso puramente strumentale che è stato fatto della partecipazione e dell’entusiasmo di ben 120 donne, poste in prima fila nelle 11 liste di Angarano a sostegno del programma del Sindaco.
La scelta odierna è caduta su una figura del tutto estranea a quel percorso, un nome ben lontano da quelle donne che ci hanno messo la faccia e che oggi vengono surclassate per assecondare l’esercizio di forza e di potere di un singolo Consigliere Comunale.
A questo si aggiunge un dibattito politico scarno e inconcludente, che ha partorito una variazione di bilancio, fredda e senza anima, priva di una chiara linea strategica e di indirizzo della componente assessorile.
Mentre a Palazzo San Domenico si consumano questi mercanteggiamenti di poltrone, il mondo reale si muove in una direzione completamente opposta. Nel Sud Italia sono in corso le legittime e disperate proteste di Agricoltori, Marinai, Autotrasportatori, Operai e Studenti, ed il tutto avviene nella totale passiva assenza di azioni dell’Amministrazione Comunale di Bisceglie, per la quale non vi è stata alcuna presa di posizione politica, nessun segnale di vicinanza o solidarietà verso quelle categorie produttive e sociali che rappresentano l’ossatura stessa della nostra economia territoriale storica legata alla terra e al mare e che gridano aiuto di fronte a una crisi senza precedenti.
In questo scenario di paralisi, Sinistra Italiana ha scelto di rispondere in aula con la concretezza delle sue 6 mozioni, esprimendo soddisfazione per l’approvazione di quella in memoria dello scomparso Mino Racanati e di quella sulla Difesa Civile, mentre le restanti quattro saranno discusse nelle prossime sedute.
Tuttavia, le logiche che governano questa amministrazione sono ormai insanabili.
Preso atto dei continui e paralizzanti conflitti esistenti tra i Presidenti delle Commissioni Sicurezza e Commercio e gli Assessori di riferimento, che bloccano di fatto l’attività ordinaria e programmatica minando la credibilità delle istituzioni, il sottoscritto Consigliere Comunale di Sinistra Italiana ha comunicato via PEC le proprie dimissioni irrevocabili. Non vi sono più le condizioni politiche per proseguire un cammino che ha smarrito la propria rotta originaria.
Il mio impegno e quello di Sinistra Italiana non si fermano, ma continueranno fuori dal consiglio, al fianco dei cittadini e della semplicità delle cose che contano. È tempo di ritornare alle origini, finalmente, per fare una Politica d’insieme.
Gianni Naglieri
Consigliere Comunale di Sinistra Italiana – Bisceglie
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