Partono 12 impianti per l’affinamento delle acque reflue. Presto fondi anche per Bisceglie.

I comuni pugliesi di Barletta, Trani, Acquaviva delle Fonti, Cassano Murge, Fasano, Sammichele di Bari, Gioia del Colle, Castellaneta, Carovigno, San Pancrazio Salentino, Castellana e Santa Cesarea saranno presto dotati di impianti per il riuso e l’affinamento delle acque reflue.

Continua infatti la sottoscrizione, l’ultima è avvenuta il 3 luglio con i 12 Comuni interessati, da parte dell’assessore regionale ai Lavori Pubblici, Giovanni Giannini, per i preziosi interventi per l’agricoltura, le forze produttive e la popolazione cittadina, nel rispetto dell’ambiente, per garantire loro un bene prezioso e purtroppo spesso assente in Puglia: l’acqua.

L’assessore Giannini ha sottoscritto dodici disciplinari, uno per ogni Comune interessato, per la costruzione di altrettanti impianti per il riuso e l’affinamento delle acque reflue per una spesa complessiva di 29 milioni e 61mila euro.

Gli interventi sono necessari per fronteggiare la crisi idrica ed ambientale, per gli incendi che imperversano dai monti Dauni a Lama Balice. Consentiranno di dare “alla popolazione e alle forze produttive e agricole strumenti per migliorare il proprio ambiente di vita e di lavoro, risparmiando risorsa idrica quando il pericolo siccità è dietro l’angolo”, ha detto Giannini.

I progetti prevedono il riutilizzo dei reflui affinati in tabella DM 185/2003 per usi agricoli e industriali e anche antincendio (come per Santa Cesarea): erano arrivate 74 manifestazioni di interesse da parte di comuni ed enti: 52 sono state ammesse con riserva, 12 sono stati finanziati. Con la firma dei disciplinari si permetterà l’avvio di lavori e attività in impianti che a volte sono già in parte funzionanti. “Altri 21 milioni di euro (per Bisceglie, Pulsano, Faggiano, Conversano, Corato, Tricase, Zapponeta e Corsano) saranno sbloccati – spiega Giannini – con le firme dei disciplinari entro l’autunno. E ce ne sono altri 28 a disposizione quando saranno resi disponibili altri progetti cantierizzabili”. I fondi sono del PO Fesr 2014-2020 e permetteranno agli agricoltori di non stressare pozzi, canali da bacini idropotabili e eviteranno lo spandimento in mare di acqua che invece sarà utile per il rinascimento delle falde freatiche a rischio salinizzazione.

In particolare il depuratore di Castellaneta, come sottoscritto nel disciplinare tra l’assessore regionale Giannini ed il sindaco di Castellaneta, Giovanni Gugliotti, per una spesa complessiva di 1,9 milioni di euro, interamente finanziata dalla Regione. L’impianto consentirà da un lato di ridurre l’utilizzo delle falde acquifere e dall’altro consentirà alle aziende agricole, che utilizzeranno le acque depurate, notevoli risparmi sulla bolletta idrica. Ma soprattutto, sarà attivato il depuratore realizzato nei primi anni 2000 e mai entrato in funzione, trasformandolo da una ‘cattedrale nel deserto’ ad un moderno impianto, con un approccio ecologico integrato, al servizio delle aziende agricole locali, affinché possano rilanciare il settore, punto di partenza della nostra economia.

Lo rende noto il sito PugliaPositiva.

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