L’INVENZIONE DELLO SCIACALLAGGIO POLITICO

Non c’è pace sulla questione rifiuti. Per la verità è di attualità anche in altre città non molto lontane da Bisceglie. Ma è la località in cui si risiede, in cui si pagano le tasse, che interessa maggiormente analizzare.

Postare su FB una foto che documenta disservizi e situazioni che mettono in bilico lo stato igienico sanitario, che compromettono l’immagine turistica, lascia l’amaro in bocca, specialmente a coloro che amano la propria città, che la promuovono culturalmente oltre i suoi confini. Ma va fatto, per mantenere alta l’attenzione. Vuol essere un invito collettivo ad adoperarsi. Non è un gioco, un divertimento. È un atto di rabbia. Ci si chiede, infatti, perché si verifica tutto questo? Perché le soluzioni tardano ad arrivare? Questo impegno civico, spesso, viene considerato come attacco di tipo politico. Si farnetica, a seconda delle convenienze, su presunti “disegni” tendenti a screditare chi governa. In realtà chi protesta in forma civile non vuole altro che vivere in una città più pulita e più ordinata. E basta! Che fare altrimenti? Far finta di nulla? Non è possibile. Ben vengano le pesanti sanzioni per chi viola le norme ed inquina. Ma ci vogliono anche i rimedi urgenti per uscire dal degrado in cui ci si è cacciati introducendo i “mastelli”. Basterebbe, per esempio, realizzare piccoli centri di raccolta autogestiti e controllati in più zone della città, utilizzando per la differenziata i cassonetti capienti (compresi quelli gialli per la plastica la cui assenza oggi crea i cumuli di buste a terra) anziché gli attuali bidoncini insufficienti. Trani ha fatto dietro front ed ha introdotto nuovamente i vecchi cassonetti. Insomma la soluzione del problema forse è più facile di quanto si possa pensare. Un plauso dovrebbe essere rivolto a tutti gli operatori ecologici che che con lavori massacranti continuano ad operare sfidando un ciclo disorganizzato. A loro darei il premio “Sarnelli”, per aver evitato il collasso ambientale della città. Altre polemiche (che un ex assessore definisce “sterili”) riguardano gli impianti semaforici guasti e la segnaletica orizzontale ormai invisibile. Come si fa a tollerare un sistema di semafori in tilt da parecchi giorni? Per alcuni benpensanti non va evidenziato. Anzi è sciacallaggio politico. In realtà una viabilità più sicura va a vantaggio di tutti. È vietato esternarlo per spirito di collaborazione civica?

LUCA DE CEGLIA

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