Presentato il libro “Totò, mio padre”, di Liliana De Curtis durante la 5^ edizione di “Libriadamare”

29 Agosto 2017 0 Di ladiretta1993
” Se vuoi conquistare una donna, devi farla ridere”. Toto’ deve aver preso alla lettera questo aforisma e lo ha  utilizzato tutta la sua vita. Il principe della risata, cosi’ come veniva definito, oltre ad essere famoso per il suo  incredibile talento, era anche un playboy, ma sapeva comportarsi da vero gentiluomo. Dono’ buona parte del suo denaro in beneficenza e spesso, senza far tanti clamori.

Il famoso attore napoletano, e’ stato il protagonista della quinta edizione della rassegna Libridamare, promossa dalla Regione Puglia, Assessorato all’ Industria Turistica e Culturale, in collaborazione con l’ Associazione Presidi del Libro. In occasione del 50 esimo anniversario della morte del grande attore, e’ stato presentato presso il chiostro di Santa Croce di Bisceglie il libro, ” Toto’ Mio Padre” di Liliana De Curtis con Matilde Amorosi, edito da Rizzoli, nel quale la figlia Liliana, racconta degli episodi simpatici del suo noto genitore.
A Ida Musci, socia del Presidio del Circolo dei Lettori di Bisceglie, e’ stato affidato il compito di presentare suo cugino Sabino Magnifico che ha declamato le poesie di Toto’, con intonazione solenne ed intensa che fanno onore al cognome che porta. Ex funzionario di banca in pensione con la passione della letteratura dei grandi poeti napoletani, Magnifico ha interpretato numerose poesie, del noto attore, tra le quali citiamo: ” A Cuscienza”,  “Chi e’ ll’ommo”, ” Che me manca”.
La serata e’ stata allietata dal Duo Kecco Sa, composto dalla cantante Samanta Spinazzola e Francesco De Mango all’ organo. I due gia’ noti al pubblico biscegliese, hanno fatto ascoltare alcune delle piu’ belle canzoni classiche napoletane quali: ” Tu Si Na Cosa Grande”, ” Anema e Core”, ” Malafemmina”, ” Reginella” e ” O Sole Mio”. Ida Musci e Sabino Magnifico, hanno deliziato il pubblico con alcuni aneddoti curiosi. Uno di questi, riguarda un periodo della vita di Toto’ quando decise di seguire la via del sacerdozio, a seguito del suo stato depressivo per il suicidio della sua amante Liliana Castagnola.
Il prelato di Assisi, prima dell’ avvio al noviziato, gli pose alcune domande per verificare la sua fede.
Per un playboy come Toto’, il voto di castita’ era inconcepibile e gli propose di poter essere in compagnia di una donna durante le piu’ importanti feste religiose. Il prelato fu indignato e Toto’ capi’ che la sua strada era quella dell’ attore.
Con la famosa poesia ” A Livella” si e’ conclusa la bellissima serata. Magnifico, ha ottenuto un gran successo confermato dall’ applauso scrosciante del pubblico. A ringraziare i presenti e’ stata la professoressa Rosa Leuci Presidente del Circolo dei Lettori Presidio di Bisceglie che ha ricordato gli altri appuntamenti presenti nel programma Libridamare.
Nato Antonio, Vincenzo, Stefano Clemente, da Anna Clemente e Giuseppe De Curtis, fu adottato nel 1933 dal Marchese Francesco Maria Gagliardi Focas di Tertiveri. Toto’ pseudonimo di Antonio Griffo Focas, Flavio, Angelo, Ducas Comneno Porfirogenito, Gagliardi, De Curtis Di Bisanzio, nacque il 15 Febbraio 1898 nel Rione Sanita’, da una relazione clandestina  di Anna Clemente con Giuseppe De Curtis che in principio per tenere segreto il legame, non lo riconobbe.
In quasi cinquant’anni di carriera, spazio’ dal teatro con oltre 50 titoli, al cinema con 97 pellicole e alla televisione con 9 telefilm e vari sketch pubblicitari.
Crebbe in condizioni estremamente disagiate, fin da bambino dimostro’ una forte vocazione artistica.
In eta’ giovanissima frequento’ i teatrini dove imitava il comico e attore Gustavo De Marco, dalle movenze snodate, simili a quelle di un burattino.   Il 24 febbraio del 1921 Giuseppe de Curtis sposa la madre e riconobbe Toto’ come figlio. L’attore ebbe un gran successo con le donne, da conquistarsi la fama di ” Sciupafemmene”. Fino a Quando non irruppe l’ attrice e ballerina Liliana Castagnola. Il loro legame non duro’ a lungo a causa dei problemi legati alla gelosia  che culminarono in continui litigi.
Sentendosi abbandonata, Liliana si suicido’. Toto’ in suo ricordo diede il nome dell’ attrice a sua fglia Liliana De Curtis.
Dopo innumerevoli successi teatrali a Firenze conobbe la sedicenne e futura moglie Diana Bandini Lucchesini Rogliani, che sposo’ nel 1935. Purtroppo la loro vita coniugale entro’ in crisi ed annullarono il matrimonio in Ungheria nel 1939 in quanto in Italia non c’era la possibilita’ di divorzio.
I suoi successi teatrali e cinematografici divennero innumerevoli ma la critica lo stroncava, definendo i suoi film brutti e volgari. Nonostante fossero divorziati l’ ex moglie viveva nella stessa casa con Toto’ e la figlia Liliana. A seguito di un litigio con l’ ex moglie, compose ” Malafemmena” dedicata alla moglie ma che la critica attribui’ all’attrice Silvana Pampanini che lo aveva respinto.
Nel 1952 Toto’ fu colpito dalla bellezza della giovane attrice Franca Fadini. Pur non essendo sposati gli rimase accanto fino alla sua morte, quando ormai cieco, si spense a Roma il 15 Aprile 1967. Nonostante avesse espresso il desiderio di avere un funerale semplice, ne ebbe eddirittura tre.  Il primo nella capitale, dove la salma fu vegliata per due giorni dalle principali personalita’ dello spettacolo.
Il secondo si svolse a Napoli la sua citta’ natale, dove l’ attore Nino Taranto lesse una lettera commovente di fronte ad una folla traboccante. Il terzo funerale lo volle organizzare un “Capogruppo” del Rione Sanita’ al quale parteciparono un vasto numero di  persone, nonostante la bara fosse vuota.
Il 15 Aprile 2017, in occasione dell’ anniversario dei 50 anni della sua scomparsa. La citta’ di Napoli ha inaugurato in suo onore la mostra ” Toto’ Genio” con un’inedita collezione di documenti, testimonianze, abiti di scena, locandine, ritratti di artisti del novecento.
Lo scorso 5 Aprile del 2017, gli e’ stata conferita la laurea ad Honoris Causa alla Memoria in: ” Discipline della Musica e dello Spettacolo – Storia e Teoria “. Da parte dell’ Universita’ degli studi di Napoli Federico II. E’ stato Renzo Arbore a proporre all’ ateneo di riconoscere a Toto’ la laurea, affermando; – ha consolato il ricco e il povero, il Nord e il Sud, dopo il dramma della seconda guerra -.
La laurea e’ stata consegnata alla nipote di Toto’ Elena Anticoli De Curtis, figlia di Liliana.
ANTONELLA SALERNO