Ex mattatoio comunale. Che sia la volta buona?

7 Settembre 2017 0 Di ladiretta1993

Da oltre vent’anni il macello comunale non è più funzionante e versa in una condizione di degrado vergognoso per la città. Quando si decise di chiuderlo fu assunta una saggia decisione, sia perché il mattatoio ormai non rispondeva più alle nuove esigenze sulla macellazione delle carni, sia perché il Quartiere “Cittadella” era divenuta un’area densamente popolata e gli “odori” che emanava in alcuni giorni il macello non erano proprio compatibili con la vita dei residenti.  Più volte il Comune in questi anni ha cercato di affidarne la gestione ad associazioni onlus che avrebbero garantito almeno una decente manutenzione ordinaria del verde che cresce spontaneamente e dei fabbricati sopravvissuti, ma ogni volta le buone intenzioni sono naufragate.

Per anni è stato concesso in uso l’immobile già adibito ad abitazione del custode e ogni tanto l’uso ha oltrepassato i limiti del consentito, a giudicare dalle auto che in alcune domeniche d’estate vi parcheggiano. Ora c’è una novità. Il Comune di Bisceglie ha partecipato alla seconda edizione del  concorso di idee per la riqualificazione di aree periferiche, promosso dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane del MiBACT e dal Consiglio Nazionale degli Architetti. Le aree oggetto del concorso sono state valutate da un’apposita Commissione che, su 61 aree proposte da 57 Amministrazioni comunali, ne ha selezionate soltanto 10 e, tra queste, c’è l’ex Mattatoio di Bisceglie.

Un successo per la nostra Amministrazione, che ora dovrà tentare di far diventare fatto concreto un’idea validissima, mantenendo l’impegno assunto di affidare i successivi livelli di progettazione ai vincitori del concorso a condizione che gli stessi vincitori comprovino, anche successivamente alla proclamazione, il possesso dei requisiti di capacità tecnico-professionale ed economica, in rapporto ai livelli progettuali da sviluppare.

L’obiettivo dell’iniziativa è in particolare quello di promuovere, attraverso interventi finalizzati alla riqualificazione delle periferie, anche  la promozione dei talenti dei giovani architetti. Infatti, la partecipazione è consentita a gruppi di progettazione, in cui dovrà essere compreso almeno un giovane professionista di età inferiore ai 35 anni, o a singoli architetti under 35.  Inoltre, le Amministrazioni proponenti devono impegnarsi a conferire il successivo incarico progettuale realizzativo al vincitore di ciascuna area.

Per la cronaca: la scadenza per la partecipazione al bando è fissata al 28 settembre 2017. La proclamazione dei vincitori avverrà entro il mese di ottobre 2017.  Ai 10 vincitori sarà attribuito un premio di 10 mila euro. (Per ulteriori informazioni accedere alla piattaforma www.concorsi.awn.it del Consiglio Nazionale degli Architetti)

C’è solo da sperare che dopo la premiazione del miglior progetto si trovino i fondi per realizzarlo. Per riqualificare la struttura dell’ex macello servono almeno due milioni di euro. Come pensa il Comune di accedere ad un finanziamento così importante? Staremo a vedere.

Per il momento riteniamo utile fare qualche osservazione che forse potrà essere utile ai progettisti. Senza avere la pretesa di insegnare loro nulla, è importante, nel progetto, conoscere le esigenze della zona. L’ex mattatoio si affaccia su una delle spiagge più frequentate dai biscegliesi, per la sua vicinanza al centro cittadino che consente di raggiungerla facilmente. A Bisceglie manca un parco, un’area verde sul mare. Uno spazio in cui si possa respirare l’aria marina ma in cui si possa anche riposare o fare pic nic all’ombra di un’adeguata vegetazione. Questa potrebbe essere un’ottima occasione per realizzarlo. Si eliminerebbe la pessima abitudine di banchettare in spiaggia con tutte le conseguenze immaginabili (rifiuti abbandonati e sporcizia) e si darebbe la possibilità ai vacanzieri della domenica di avere un’area attrezzata dove sedersi comodamente, banchettare, lasciare i rifiuti in appositi contenitori, fruire di servizi igienici per tutte quelle esigenze fisiologiche che attualmente sono soddisfatte o in acqua o lungo le scale che portano in spiaggia.  

Inoltre, parte dell’area in questione potrebbe adibirsi a parcheggio, di cui s’avverte una forte necessità e, infine, si potrebbero salvare i manufatti ancora recuperabili, per esempio il corpo centrale, che potrebbero essere utilizzati durante l’anno per mostre, convegno o altro.

                                                                                                        Pasquale Consiglio