Una lanterna come simbolo dell’accensione della parola poetica del gruppo “Imago”

Con una lanterna bianca che simboleggia “l’accensione della parola poetica”, la creativa del gruppo Imago e poetessa Antonia Barba si e’ addentrata silenziosamente nel buio tra il numeroso pubblico.

Un modo originale per dare il via al “Primo Reading Poetico” del GRUPPO IMAGO, CREATIVI DEL SAPERE, presso la Mondadori Bookstore di Bisceglie.

 

“Solo un atto d’ amore, puo’ scardinare i muri dell’ indifferenza e far germogliare la gioia di vivere nei deserti dell’ umanita’”. Sono alcuni dei versi letti da Antonia Barba della bellissima poesia di Chiara Almirante, fondatrice della comunita’ Nuovi Orizzonti, nella quale evidenzia la tristezza e disperazione dei giovani e bambini.

La lanterna quindi diventa simbolica. Portare la luce di speranza nel cuore impietrito in quanto sopraffatto dall’ odio e dalla violenza. Ed e’ allora che dobbiamo chiederci, cosa posso fare di utile e costruttivo per aiutare gli altri ?

E’ intervenuta anche la Presidentessa del CIRCOLO DEI LETTORI presidio di Bisceglie, la prof.ssa Rosa Leuci.

“Il Circolo opera con mezzi minimi, ha affermato, le forze dei propri soci e il contributo dell’ amministrazione comunale e regionale in maniera ridotta. Il coraggio di questa impresa pero’ non ci ha mai abbandonato e se negli ultimi anni sono state aperte due librerie nella citta’ quali la Mondadori Bookstore e Abbraccio alla Vita, e’ plausibile che in tutti questi anni di promozione alla lettura un seme sia stato gettato e vogliamo continuare a coltivarlo.”

La prof.ssa si e’ ritenuta onorata di partecipare al primo reading poetico dandone un giudizio che e’ piu’ una considerazione in quanto non si ritiene una critica letteraria, ma una grande lettrice di libri e vuole tramandare questa sua passione agli altri, in quanto pensa che attraverso la lettura, si diventi migliori.-

 

Rivolgendosi ai tre poeti ha affermato che li accomuna la sacralita’ della parola poetica, presente nelle loro produzioni, che hanno una forte valenza comunicativa, mentre a distinguerli e’ la loro personalita’.

Nelle poesie di Liliana Salerno prevale il mito e la cultura classica, il senso dell’ antichita’ del recupero tra bene e male. La poetessa ha fatto ascoltare “ La Filastrocca della Maria”, “ La Schiava”, “ Pronostici Satanici”,e “Voleggiare Scomposto”.

Per Dino Cosmai i suoi versi, si accostano molto ai colori della pittura che prevalgono nelle sue opere. Lo scultore e artista ha declamato le sue poesie: “ Toccami con l’Innocenza del Peccato”, “Con Folle Desiderio ho Divorato”, “Volentieri Come Amico” e “ Occhi nel Famoso Silenzio di un Ovattante Luce”. Durante la lettura ha lanciato i fogli. Un gesto simbolico, in quanto per lui la poesia e’ fatta di parole che si tramutano in semi che possono arrivare allo spirito, al cuore e alla mente di chi li ascolta.

Alla dimensione filosofica e ingenua e’ legata invece la poesia di Antonia Barba. Ha continuato la Leuci, sottolineando che la parola ingenuo va considerata attraverso l’ etimologia, cioe’ quello di prendersi cura dell’ altro, sentimento che e’ presente in ciascuno di noi. Nei suoi versi si possono notare un ritorno alla fanciullezza un tratto tipico Leopardiano e Pascoliano. La poetessa ha letto “Piccola Principessa”, “ Sudate Carte”dedicata a Leopardi, “Estuari di Speranza”e “Il Destino degli Artisti”.

Tutte le poesie, hanno avuto come sottofondo musicale quello del Maestro Daniele Lamarca dell’ Accademia Musicale Zamar, accompagnato alla chitarra dal suo allievo Gabriel Zingaro. I due musicisti hanno fatto ascoltare degli arrangiamenti di inni di fine 800 cristiani e protestanti ed una composizione con effetti elettrici “ Il Volo delle Rondini”.

Per il maestro ascoltare i versi con l’ ausilio della musica, ci aiuta a riflettere e a capire meglio le parole che ascoltiamo e quindi ad interiorizzarle

Alla mostra si puo’ ammirare anche una scultura “ Totem” di Dino Cosmai, realizzata con materiale povero quale cartone, sabbia e corde e densa di significati e messaggi in codice da interpretare. Quali una lucertola che simboleggia la ricerca dell’ anima.

Significativo e’ un piccolo libro aperto sul quale si legge: “ Quanti sanno di non sapere” ?.Una critica che Cosmai fa ad un certo mondo della cultura, ai dotti che credono di saper tutto ma solo quelli intelligenti sanno che c’e’ sempre da imparare, a tal proposito l’artista ha voluto sottolineare che la cultura dovrebbe essere gratuita e a disposizione di tutti, affinche’ ognuno abbia la possibilita’ di accedervi. Sulla sommita’ della scultura, sono state poste delle radici, che spaziano nel cielo infinito, come la conoscenza e il sapere. Le bellissime opere esposte dai quattro artisti Liliana Salerno, Dino Cosmai, Luisa Varesano e Piero di Terlizzi, potranno essere ammirate presso la Mondadori Bookstore di Biseglie sino al 31 Gennaio.

 

Antonella Salerno

 

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