“Buona Pasqua (2018) agli amici”

Invidio Luca De Ceglia perchè archivia ogni cosa, cataloga ogni evento, data ogni foto. Io, invece, vivo di ricordi e, col tempo che m’arrugginisce anche la mente, devo risalire “presumibilmente” alla data del fatto che sto per raccontarvi.

Siamo tra il 1996 e il 1998. Alla vigilia della domenica pasquale. Proprio come accaduto durante questa festività pasquale, viene convocata la massima Assise cittadina. Si parla di edilizia (a proposito, proprio ieri una nota del collega De Ceglia sosteneva, e son d’accordo, che il cemento è da sempre sinonimo di divisioni).

Ho da fare, sono preso dall’affrontare due fatti di cronaca; e poi dobbiamo anche anticipare l’uscita in edicola del nostro giornale “La Diretta” perchè vorremmo goderci la Pasqua tra le mura domestiche, coi familiari. Quindi, incarico Pinuccio Rana di andare a seguire il Consiglio Comunale.

Quando torna, sembra abbia tra le mani una “bomba”: «Ho la cassetta con la registrazione dell’intervento di Biagio Lorusso» (allora nel partito Repubblicano), riferisce Pinuccio. «Ha spudoratamente dichiarato di voler aiutare “gli amici” nell’assegnare loro concessioni per edificare su alcuni suoli».

«Allora è uno scoop», mi dico. Cambiamo velocemente la prima pagina (che era stata destinata fino a quel momento al fatto di cronaca) e andiamo nelle edicole di Bisceglie con un titolone: «Buona Pasqua agli amici». Spiegando, poi, nei vari servizi all’interno del giornale, il motivo del titolo, quanto avesse affermato Lorusso nel suo intervento in Consiglio comunale, condannandolo con le nostre riflessioni ed accuse.

Avevamo capito male. Anzi, il collega ci aveva fatto ascoltare solo un passaggio dell’intervento di Lorusso. Che preso così si lasciava interpretare in quella direzione; ma che collocato nell’intero contesto del discorso tenuto in Consiglio, prendeva esattamento una forma contraria.

Erano i tempi in cui le querele non si facevano mai. Anche quando le discussioni erano “dure” e vibrate, tutto si risolveva con un “botta e risposta” attraverso le pagine del nostro giornale (bei tempi, davvero) tra le due parti. Ma quel colpo inferto all’avvocato fu davvero duro. E ci querelò.

Come tutti i bimbi vanitosi e presuntuosi, non accettammo la sconfitta; anzi, da quella settimana in poi dedicammo un’intera pagina del giornale (l’ultima) a sfottò verso Lorusso. Criticavamo ogni cosa che faceva, che diceva, che annunciava.

Con le querele che da una divennero cinque.

Ad un eventuale processo avremmo perso. Perchè Pinuccio Rana aveva davvero preso “un granchio”. Fummo miracolati quando, a distanza di alcuni mesi, furono indette le Elezioni Amministrative ed il centrodestra, stringendo un accordo con il Pri di Lorusso, candidò a Sindaco l’Avvocato.

La notte di quella scelta, vennero a trovarmi a casa sia Biagino che il senatore Amoruso (allora leader di An di Bisceglie). Si scelse un compromesso: un patto di non belligeranza, con noi che avremmo dovuto smettere di attaccarlo e lui che avrebbe rimesso tutte le querele sporte in Tribunale. Il tutto per permettergli di affrontare la campagna elettorale con la serenità e la concentrazione giuste.

Lorusso non fu eletto Sindaco in quell’occasione, ma onorò l’impegno assunto quella notte. Ed anche   noi onorammo l’impegno.

Erano i tempi in cui le strette di mano erano un patto d’onore.

Ho rivisto Lorusso in versione “politico” durante una delle ultime elezioni Amministrative, quando sostenne la candidatura a Sindaco di Pasquale Musci. Partecipai a diversi incontri di quella coalizione e fu un piacere sedere accanto all’Avvocato, riabbracciarlo dopo quasi quindici anni. Soprattutto furono musiche per le mie orecchie ascoltarlo durante l’unico comizio al quale volli assistere quell’anno. Senza peli sulla lingua, come suo solito, denunciò una nomina di un avvocato, professionista biscegliese, ricevuta dal Sindaco Francesco Spina alla vigilia delle votazioni perchè cambiasse la sua casacca elettorale (dalla coalizione del candidato Sindaco Musci a quella dello stesso Spina, in “Puglia Prima di tutto”).

Le storie, nella vita, si ripetono con molta frequenza. Quella appena raccontata, si è ripetuta in questi giorni.

“Buona Pasqua 2018 agli amici”.

MAURIZIO RANA

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