Crollo palazzina via Bruni, sei mesi di vecchie e nuove promesse non mantenute

E’ una bruttura (quella che vedete in foto di Roberto Rigante) che crea, oramai da mesi, disagi alla circolazione veicolare e la cui chiusura al traffico sta finendo di ammazzare le attività commerciali presenti nella zona.

Era il 27 febbraio quando un’abitazione di due piani crollò, a Bisceglie. Al momento del crollo, all’interno c’era   un uomo che fu recuperato vivo dai Vigili del Fuoco intervenuti sul posto. Sembra che a provocare il cedimento dell’edificio furono le fatiscenti condizioni della struttura.


L’uomo rimasto ferito nel crollo della vecchia palazzina a due piani, di solito disabitata, era un senza tetto che si era accampato per rifugiarsi dal freddo. Le sue condizioni di salute furono salvaguardate. L’edificio, che si è come sgretolato, fu posto sotto sequestro dai carabinieri, intervenuti sul posto con gli agenti della polizia municipale e i soccorritori del 118.

Da quel momento in poi, quel tratto di strada fu interrotto, vietata la circolazione (sia veicolare che pedonale) e nonostante le numerose sollecitazioni non è stato più ripristinato. In quella via ci sono anche attività commerciali che, come si può desumere, sono state messe in ginocchio nella loro economia commerciale.

Da troppe parti, soprattutto da quelle istituzionali, sono giunte promesse che, fino ad oggi, non sono state mantenute.

In verità, da preservare ci sarebbe un fantomatico vecchio frantoio ipogeo, ma «il disagio per noi residenti in quel quartiere e per i commercianti che hanno le loro attività proprio lì, credo sia incalcolabile», riferisce chi in quel quartiere ci abita.

C’è chi avanza l’ipotesi di chiedere i danni e a farsi risarcire. Se fosse stato di così grande interesse “culturale”, a chi spettava provvedere a preservare la palazzina, avrebbero dovuto farlo anni prima, non facendo ridurre la struttura in quello stato. Perchè le cose che hanno valore vanno trattate e conservate meglio. Quel frantoio ipogeo è già stato “violentato” dai nostri padri e dai nostri nonni e non tutelato da chi di competenza. Ai fatti, non c’è già più da tempo. Siamo concreti e realisti.

Sembra che le tre aziende edili, proprietarie dell’immobile, non hanno intenzione ne di ristrutturare ne tantomeno di abbattere la palazzina se li non possono costruirci. Ragion per cui resterà così non sappiamo ancora per quanto tempo.

Maurizio Rana

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