M5S Bisceglie “Patti di collaborazione: sul Regolamento inutile forzatura della maggioranza”

I “Patti di collaborazione” per la prima volta, grazie al MoVimento 5 Stelle di Bisceglie entrano in Consiglio Comunale.

Gli attivisti del M5S di Bisceglie negli ultimi mesi hanno, infatti, predisposto una bozza di Regolamento per disciplinare la collaborazione fra Amministrazione comunale e cittadini per la cura, la gestione e la rigenerazione dei beni urbani comuni. Grazie ai Patti i cittadini o le organizzazioni della società civile possono proporre interventi come la cura di spazi pubblici esistenti, la gestione condivisa di un giardino, la riqualificazione di un’area urbana, il riuso di un edificio o servizi di solidarietà civile.

Il Portavoce M5S Enzo Amendolagine ha presentato una bozza di regolamento su questo tema durante l’ultima seduta della Prima commissione consiliare. La bozza è stata redatta a partire dal Prototipo per l’amministrazione condivisa dei beni comuni, elaborato dalla Onlus Labsus. Alla riunione della Commissione, su invito del Portavoce M5S Amendolagine, ha partecipato anche Pasquale Bonasora, consigliere nazionale di Labsus.

In linea con lo spirito costruttivo della sua opposizione, il MoVimento ha messo a disposizione dell’Amministrazione esperienze, proposte e strumenti e auspicava che si potesse iniziare un percorso di confronto e collaborazione per una rapida approvazione del Regolamento. E quale luogo più consono per questo confronto, se non la commissione che rappresenta il luogo istituzionale deputato all’istruttoria degli atti che poi arrivano in Consiglio?

Il dibattito, purtroppo, non c’è stato. La maggioranza ha presentato unilateralmente una propria bozza di Regolamento bocciando la bozza del consigliere Amendolagine. Fra l’altro, come risulta dai verbali di commissione, Pasquale Bonasora ha evidenziato alcune incongruenze della bozza di maggioranza rispetto al prototipo Labsus che non sono state sanate nel corso della seduta.

Il MoVimento vuole raggiungere comunque l’obiettivo di fornire alla città uno strumento normativo in grado di disciplinare i patti di collaborazione. E per questo si batterà in Consiglio per migliorare il Regolamento anche con proposte di emendamento.

A margine di questa vicenda, emerge però un dato preoccupante di metodo: l’Amministrazione comunale preferisce far di tutto per intestarsi il merito politico di una iniziativa, piuttosto che promuovere sinergia, sintesi e ampia condivisione su progetti sui cui è inutile dividersi.

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