Stop aste immobiliari prima casa. Confedercontribuenti, serve legge nuova.

“E’ necessario   tutelare   il bene primario come la   casa   d’abitazione o  l’immobile  strumentale all’attività d’impresa, per questo chiediamo che il Parlamento legiferi per un cambio radicale della normativa sulle aste immobiliari.

Una legge che garantisca i diritti di entrambe le parti. Vogliamo contrastare anche iniziative parlamentari che vogliono delegare agli avvocati le procedure d’ingiunzione senza intervento del Giudice. Non possono ripetersi fatti come quello accuduto a nonno Mariano.

Chiediamo una legge efficace per salvaguardare coloro che vivono grandi difficoltà economico finanziarie e l’altro aspetto non secondario, “colpire” il sistema di aggiudicazione da parte della criminalità organizzata”. A chiederlo il Presidente di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, che propone la modifica del sistema del ribasso d’asta.

Nel caso l’esecuzione sia richiesta da un Istituto bancario o da società di cartolarizzazione, prima di procedere alla messa all’asta dell’immobile, andra’ esperita la procedura di cartolarizzazione con il debitore, allo stesso prezzo di vendita del credito comunemente riservato alle società degli NPL. Solo in caso di non accettazione da parte del debitore all’applicazione di tale norma si potrà procedere alla vendita all’incanto,  fermo un ulteriore passaggio di verifica, che accerti che il prestito, sia chirografaro che ipotecario, non sia viziato da usuraio o anatocismo.

Confedercontribuenti propone un  sistema di aggiudicazione al rialzo   su una base d’asta determinata dalla media del risultato delle perizie effettuate dai consulenti delle parti in causa.  Inoltre la gestione delle aste dovrà essere affidata a specifiche sezioni dei tribunali, non appartenenti ai territori oggetto dell’asta e da svolgersi esclusivamente con  modalità telematica , al fine di salvaguardare il bene da   “appetiti” della criminalità  organizzata. “Altro punto fondamentale riguarderà i   requisiti dell’aggiudicatario , che dovrà dimostrare capacità finanziaria, regolarità fiscale e previdenziale e certamente nessuna condanna giudiziaria.

Noi su questo apriremo una battaglia di civiltà, anche alla luce della grave crisi economica che colpisce il paese”, conclude Finocchiaro. Insomma una inversione di tendenza fra leggi attuali liberticide, come lo sfratto esecutivo immediato per gli esecutati e il patto commissorio. E arrivato il tempo che il legislatore non guardi solo e soltanto agli interessi del sistema finanziario, alla luce di un dato che vede oltre 800.000 esecuzioni l’anno, in forte crescita.

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