Dopo l’area mercatale, ecco tutti i “parti” venuti male a Bisceglie
E’ di ieri la notizia dello stralcio delle aree mercatali a seguito della sentenza TAR, che restituisce i suoli ai proprietari. Ci avevano assicurato che questa volta tutto fosse stato programmato, tutto fosse stato stabilito prevedendo l’atterraggio delle aree edificabili in altra zona di PRG. Così evidentemente non è stato.
Mi spiace costatare l’assordante silenzio dell’ex sindaco Spina sulla vicenda, ingravidata sotto la sua sindacatura e partorita sotto quella del suo vice avv. Fata. Silenzio che non si addice alla massa di comunicati stampa a cui ci ha abituati durante il suo nuovo ruolo di consigliere di opposizione.
Archiviata la figuraccia politica, mi piacerebbe soffermarmi sul dato tecnico che la legge Bassanini si preoccupò a suo tempo di affidare, in modo esclusivo, ai dirigenti comunali. Prendiamo atto dell’ennesima storpiatura dell’armonia urbanistica non senza dare uno sguardo a vicende simili del passato.
Una breve carrellata degli stralci urbanistici più famosi della nostra città: villa Turco che inibì l’allargamento di via Imbriani creando un incrocio asimmetrico poi sistemato con rotonde a loro volta asimmetriche; Via Ruvo, nei pressi di bar Albatros, allargamento abortito per ricorso dei proprietari; Via Finizia, allargamento abortito per ricorso della ditta di autolavaggio (il degrado della zona è sotto gli occhi di tutti); Nuova Zona ASI, strettoia improvvisa, anche se amministrativamente spiegabile, sempre obbrobrio incompiuto rimane; Strettoia Villa Giulia e strettoia via Luigi Papagni; Strettoia via Isonzo (nei pressi della statua della Vergine Maria); Corso Garibaldi (intersezione con via Sant’Andrea); Via Abate Bruni (palazzo recentemente puntellato); Scuola elementare via Martiri di via Fani, ampliata a scapito di via Colangelo, poi diventata un budello impraticabile; Il famosissimo ex Hotel Europa.
Non vi elencherò le decine di intersezioni stradali improbabili e disallineate, frutto forse di ripieghi ed accordi, che seppur legali, sono comunque un colpo al cuore della città. Errori che rimangono per sempre ad ostruire la fluida circolazione stradale e che devastano il cuore di chi osserva la propria città violentata da brutture inenarrabili.
Inviterei la politica a riflettere sulla capacità effettiva dell’UTC del presente e del passato, di programmare scelte semplici che abbiano una visione del futuro. In sostanza si guardi più avanti del singolo fabbricato da sostituire con licenza edilizia, si abbia il coraggio di dire “No”.
Grazie a queste scelte siamo l’unica città a non aver previsto per tempo strade a scorrimento veloce che taglino in due la città. Si prenda atto dell’impossibilità di rendere ciclabili strade discontinue, con continue interruzioni e progettate con dimensioni ridicole. Ricordiamo per tutte via Giuliani, nonostante la sua relativamente recente età costruttiva, fu eseguita di dimensioni ridotte rispetto alla sua importanza strategica, infatti in seguito fu allargata sprecando soldi della collettività. Spero vivamente che l’UTC tanto lodato dai nostri politici sia messo in condizioni di svincolarsi da lacci e laccioli di ogni genere, che evidentemente gli impediscono di programmare una città con strade diritte, larghe, senza ostacoli e con incroci perpendicolari. Una città dove sia possibile piantare un albero senza ostruire il passaggio dei pedoni o di fare una pista ciclabile senza sottrarre parcheggi alle automobili.
Pasquale Caprioli