“Parlate bene di Bisceglie”, dal social una polemica politica. Per Spina sarebbe “un invito all’omertà”

“Parlate bene di Bisceglie”, dal social una polemica politica. Per Spina sarebbe “un invito all’omertà”

21 Maggio 2019 0 Di ladiretta1993

Non sono stati fatti nomi, o date indicazioni specifiche da quanto scritto dal consigliere comunale Francesco Spina in un post sui social, pubblicato nella giornata di ieri, ma da una ricognizione fatta sul web e sugli stessi social crediamo che le dichiarazioni dell’ex Primo cittadino siano da riferirsi a un post dell’ex segretario dell’Italia dei Valori, Nicola Ambrosino e a un commento dell’ex sindaco Berardino Cozzoli.

Potrebbe riferirsi a questi  due post la nota del consigliere comunale Spina, alla quale, poi, in tarda serata, ha fatto seguito anche una nota politica (sembrata uin po’ tardiva) dell’attuale Sindaco Angelantonio Angarano:

 

Nicola Ambrosino: «Smettiamola di pubblicare notizie che denigrano la nostra Bisceglie. 
Ci sono dei meravigliosi ragazzi della Scuola Media “Riccardo Monterisi”, che stanno mietendo successi musicali in tutta Italia e non ne parla nessuno.
C’è un ricercatore biscegliese, che in America, ha firmato un importante protocollo sulla ricerca sul cancro e non lo riporta nessuna testata.
BASTA a parlare di rifiuti, droga, sesso e imbecillità varie.
Bisceglie merita di essere valorizzata per i suoi tesori di enogastronomia, architettura, cultura, teatro, danza, turismo, agricoltura, mare.
Abbiamo ricercatori, studiosi di storia, medici, poeti, danzatori, teatranti, chef, che fanno incetta di successi ovunque …valorizziamo i nostri talenti e la nostra BISCEGLIE CRESCERÀ.
RISCOPRIAMO E VALORIZZIAMO LA NOSTRA BELLEZZA».

 

Berardino Cozzoli in replica ad Ambrosino: «Condivido.Passiamo alle possibili soluzioni: ognuno in possesso di notizie ” dell ‘altra Bisceglie ” (come Nicola) si trasformi in Agenzia Giornalistica( ovviamente in piccolo) le faccia conoscere con pochissime righe sui social e vedrete che i ” media “di qualsiasi genere le raccoglieranno e svilupperanno con approfondimenti ed editoriali. ” L’ altra Bisceglie” ritorni ad essere quel laborioso popolo di formiche che ieri ha riscattato il Meridione e Bisceglie e di cui oggi si avverte la mancanza.Riprendiamo quel cammino virtuoso».

 

Francesco Spina, “Francesco Spina, pur non rivolgendosi espressamente a qualcuno, scrive:: «Oggi sui social registriamo, per la prima volta nella storia di Bisceglie, un appello ufficiale all’omertà rivolto ai giornalisti. Si chiede che si tappino la bocca: nessuno osi dire che a Bisceglie si fanno gli affidamenti diretti degli appalti milionari in materia di igiene urbana. Nessun giornalista si permetta di dire più che a Bisceglie si percepisce un senso di insicurezza e si spara in pieno centro. Nessun giornalista si permetta di dire che le tasse aumentano e i servizi peggiorano. Nessun giornalista si permetta di dire che Angarano ha fatto le promesse in nome di Dio e di Umberto Paternostro e non si è ridotto lo stipendio e non ha dato un posto di lavoro. Insomma nessuno disturbi il grande manovratore che vede materializzarsi grandi business e speculazioni a discapito di una città che sta morendo. Solidarietà alla stampa locale invitata minacciosamente a tapparsi la bocca, a non pubblicare ciò che sta avvenendo in città e a limitare la propria libertà di informazione, riconosciuta dalla Costituzione italiana».

 

Il comunicato del Sindaco Angelantonio Angarano: «La vicenda degli atti osceni in luogo pubblico che ha visto protagonisti due ragazzi per le vie del centro della nostra Città, pur avendo contorni poco chiari, desta perplessità e sgomento. Abbiamo piena fiducia nelle forze dell’ordine affinché si faccia piena luce sull’accaduto e si accertino eventuali responsabilità. A questo proposito le immagini della videosorveglianza comunale, da cui emergono particolari utili per le indagini, sono state messe a disposizione della Autorità inquirenti.
Quello che è accaduto però deve farci riflettere sulle distorsioni della nostra società e sulla deriva morale che spesso accompagna i tempi moderni. Fenomeni come questo non possono essere ascrivibili a bravate o ad episodi occasionali. Siamo di fronte a fenomeni sociali ben più ampi e diffusi, che spesso riguardano i nostri giovani, con migliaia di amicizie virtuali ma nella realtà forse più soli ed emarginati. Un degrado culturale, valoriale ed etico sta riguardando la nostra società. L’accaduto è un campanello d’allarme che deve far aumentare la nostra attenzione al mondo del sociale».

 

 

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