FIDAPA -La chiave del successo al femminile: il ruolo delle emozioni nell’equilibrio…

La chiave del successo al femminile: il ruolo delle emozioni nell’equilibrio tra vita e lavoro.
Ne parleremo alla presentazione del libro “Bellezza Tradita” di Emanuela Megli, Giuseppe Laterza editore, lunedi 24 giugno alle 19:30 presso le Vecchie Segherie Mastrototaro in via Porto 35 a Bisceglie, in un’evento organizzato da Fidapa Bisceglie, modera Mariarosaria Basile.
La cronaca recente italiana ed internazionale ha riacceso i riflettori sulle differenze di genere e sulla discriminazione femminile sopratutto nei luoghi di lavoro dove la donna spesso è sotto rappresentata nei ruoli apicali, nella differenza retributiva e salariale, nella fase di accesso e permanenza al lavoro se in maternità, e non di rado ricattata come merce di scambio tra favori sessuali e avanzamento di carriera.
Tutto ciò da tempo ha spinto le donne e gli studiosi di genere e di occupazione femminile ad interrogarsi sulle prerogative delle donne, che superando la contrapposizione tra i generi, stanno dimostrando di valere e di saper eccellere in ogni ambito della vita, attraverso il Saper fare al femminile. Doti quali la dolcezza, la pazienza, la mitezza, la grazia, la prudenza, l’ascolto, la comunicazione e la relazione – spesso interpretate come fragilità in azienda, vengono rivalutate e considerate vincenti per le organizzazioni che puntano al benessere e che conoscono il ritorno di un investimenti nel capitale umano e nell’intelligenza emotiva. Un intelligenza che stimola il riconoscimento delle emozioni proprie ed altrui, che non combatte le avversità ma le affronta con strumenti idonei, puntando a fare squadra per una crescita individuale e collettiva. Il tempo della conflittualità e del malessere è un costo elevato per le aziende, che il quoziente intellettivo non è in grado di gestire. Queste abilità di cui la donna è dotata sin dalla nascita per caratteristiche biologiche, si sviluppano ancor più durante la maternità, a contatto con il neonato che ha bisogno di ascolto non verbale e di una relazione affettiva di alta qualità.
Sono queste le competenze che traslate in azienda, rendono vincente le donne, quando non si affermano su modelli maschili, che le inducono a formarsi una corazza di falsa forza, da cui rimangono loro stesse imprigionate.
La sensibilizzazione sulla parità di genere sta proseguendo sul piano culturale, sociale ed economico, ma non basta che siano le donne e gli uomini a combattere gli stereotipi e a creare parità tra i ruoli anche in casa, serve una cultura della conciliazione vita-lavoro nelle organizzazioni private e pubbliche e nel governo delle città. Serve arrivare a comprendere che si possono attuare dei piani di organizzazione tali da soddisfare esigenze produttive e di governo da un lato e benessere delle persone dall’altro. Ad esempio la flessibilità degli orari di lavoro, come la banca ore, lo smart working, il part time verticale o orizzontale reversibili, la flessibilità oraria in ingresso e in uscita, le agevolazioni per i costi di gestione della famiglia (flexible benefits), rimborso retta asilo, rimborso pagamento libri scolastici, colonie estive, ecc., sono solo alcuni esempi di come si possa favorire la felicità dei lavoratori e perseguire maggiore produttività.
Questa cultura della conciliazione vita-lavoro, è un modo per trasformare la concezione dei figli da capitale privato a capitale sociale. Siamo un paese in cui ci sono 1,26 figli procapite, con uno tra i piú bassi tassi di natalità nel mondo, a rischio di spopolamento e di desertificazione, con la fuga dei cervelli all’estero, che noi abbiamo formato e su cui abbiamo investito.
È arrivato il momento di avviare chiare politiche famigliari, da considerare leve di sviluppo economico e di comprendere che il cambiamento culturale può avvenire incominciando dal rispetto dei diritti di genere arrivando alla cultura del benessere organizzativo e sociale.

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