Unibat: «Bisceglie città regresso, regole certe e rispetto della legge per chi investe nel commercio»

La presidenza di Unimpresa Bat è intervenuta con una nota stampa sul dibattito inerente la situazione del piccolo commercio locale. La pubblichiamo di seguito.
La pesantissima crisi delle piccole imprese a Bisceglie, oggi messe ancor di più a dura prova dall’ampliamento del
centro commerciale nella vicina città di Molfetta e da altre medie e grandi strutture che proliferano nell’indifferenza
di un mondo poliasservito che, a parole e nel nome del piccolo commercio, continua però a beneficiare di enormi
privilegi senza dimostrarne meriti, continua a consumarsi tra silenzi e “distrazioni di massa”.
Nessuna verifica dei presunti benefici derivanti da enormi sprechi di denaro pubblico così come ancora non si è
aperto un serio dibattito sulle strategie di sviluppo socio-economico della città.
I Distretti Urbani del Commercio non si sa a cosa debbano servire mentre è certa la risposta “a chi debbano
servire” visto che il denaro pubblico viene comunque utilizzato. Strumento di sviluppo del piccolo commercio
urbano? Secondo quale Pianificazione? Quale visione? Quale coinvolgimento e quale politica di inclusione? Con
quali prospettive di incentivazione occupazionale? Con quali strumenti di verifica? In attesa che il Presidente del
D.U.C. e suoi “eletti” collaboratori diano risposte perché le risposte sono un atto dovuto in quanto trattasi di denaro
pubblico da rendicontare, restiamo concentrati sul sistema burocratico-amministrativo che continua a non dare
risposte.
Se da un lato ci sono le imprese storiche che hanno già abbandonato la speranza, con molte che
resistono ma con enormi difficoltà, è pur vero che esiste anche un tessuto imprenditoriale che crede nella città di
Bisceglie ma che non può permettersi di investire in iniziative in una città dove non v’è certezza delle regole e del
rispetto della legge, in un clima di fortissima tensione sociale contaminato da una progressiva escalation criminale.
I casi relativi all’organizzazione dei mercatini di Piazza non conformi alla legge regionale ma ancora oggi tollerati
dal “Sistema” non sono una cavillosa trovata del forestiero impiccione ma la gravissima violazione della legge così
come violazioni sono state denunciate nelle procedure relative alla Festa Patronale Commerciale con una serie di
note informative e richieste di chiarimenti che giacciono in qualche cassetto in attesa che la “festa” si consumi
coma la cera della processione che non sappiamo quale percorso debba attraversare.
Eppure il rispetto delle regole è fondamentale se si voglia attrarre investimenti, soprattutto da fuori città ma questo a Bisceglie, e ce ne dispiace, non è elemento di garanzia. Se tutto ciò faccia parte di una strategia della distruzione allora lo si dica chiaramente altrimenti il pianto letterario di qualche manimpastatore poligrofo non incanta più nessuno e non servirà più a distrarre l’attenzione dai veri problemi di Bisceglie che non possono essere ammutoliti né da un gelato estivo, né da un mercatino abusivo né tantomento da una passerella buonista per continuare a dire tutto va ben.

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