Diego Galdino a “Libri nel Borgo Antico” per presentare “Bosco Bianco”: Bisceglie tra le location narrate nel libro

E’ uno degli autori italiani maggiormente pubblicati all’estero. I suoi romanzi sono diventati dei veri best sellers, tradotti in otto paesi europei e Sudamerica. Lui èDiego Galdino, il famoso scrittore-barista romano che sabato 24 agosto sarà ospite della decima edizione del Festival Letterario Libri nel Borgo antico di Biscegliealle ore 21.30 in Pendio San Matteo dove presenterà il suo nuovo romanzo Bosco Bianco.
A conversare con l’autore sarà Maristella Lupone, speaker radiofonica e attrice teatrale.
Il libro è disponibile disponibile su  Amazon publishing ed è  in vetta alle classifiche dei libri più venduti. Nel libro figura, tra le location delle vicende narrate, anche la città di Bisceglie: “ Sono per metà biscegliese”, afferma Galdino, “ Mio padre era di Bisceglie, sono molto legato a questa città, qui ci sono tutti i miei cugini e poi mi piaceva ricordare casa di mia nonna che purtroppo non c’è più, così come non c’è più la sua casa dove trascorrevo le mie estati da bambino insieme ai miei genitori”.
“La scorsa edizione di ‘Libri nel Borgo Antico’ è stata una delle soddisfazioni più belle da quando ho iniziato a scrivere grazie all’emozionante proposta di matrimonio che avvenne durante la presentazione del mio libro, una proposta che diventò virale e fu pubblicata da tutti i giornali nazionali”, ci racconta lo scrittore romano, “Ricordo l’emozione del pubblico presente che si beò insieme a me della gioia di questi due fidanzati. Una gran bella emozione”.
Questa la trama del romanzo:
Nel suo testamento, la signora Chiara Pizzi lascia in eredità Bosco Bianco, una bellissima e storica tenuta affacciata sulla costiera amalfitana, a suo nipote Samuele Milleri, figlio di sua sorella e alla signorina Maia Antonini, figlia della sua più cara amica d’infanzia. Si racconta che a Bosco Bianco sia nascosto il diario segreto del leggendario scrittore americano Albert Grant. Proprio per questo motivo Andrea Razzi, ricco uomo d’affari, con velleità politiche, vuole entrarne in possesso a qualsiasi posto, tanto da acquistare da Samuele Milleri la sua metà di Bosco Bianco appena ereditata, approfittando dei suoi gravi problemi finanziari, per poi obbligare Giorgio Betti, il suo migliore e fascinoso agente immobiliare, a fingersi il nipote della vecchia proprietaria per cercare di convincere Maia Antonini a vendergli la sua parte della tenuta, anche a costo di farla innamorare. Ma vivere a Bosco Bianco, seppur per pochissimo tempo, può ambiare il destino delle persone. Lo sapeva bene lo scrittore americano Albert Grant, che aveva fatto dell’amore la sua ragione di vita perché come era scritto alla fine del suo libro più famoso… “Per perdersi non serve un posto, basta una persona”.
Diego Galdino (classe 1971) vive a Roma e ogni mattina si alza mentre la città ancora dorme, per aprire il suo Bar dove tutti i giorni saluta i clienti con i caffè più fantasiosi della città.
Con Sperling&Kupfer ha pubblicato il suo romanzo d’esordio Il primo caffè del mattino (di cui sono stati venduti anche i diritti cinematografici) Mi arrivi come da un sogno, Vorrei che l’amore avesse i tuoi occhi, Ti vedo per la prima volta e L’ultimo caffè della sera. Autore di successo internazionale è tradotto nei paesi di lingua tedesca, in Polonia, Bulgaria, Serbia e nei paesi di lingua spagnola. Bosco Bianco è l’attesissimo romanzo che viene autopubblicato per una scelta di cuore. Un bellissimo atto d’amore e riconoscenza verso i tanti lettori che da sempre lo stimano.
 – Perché uno scrittore come Diego Galdino decide di autopubblicarsi ?
“Nella scrittura, così come nella vita, si deve essere coraggiosi. Voglio essere una voce per i giovani talenti della scrittura, soprattutto per coloro che decidono di affidarsi al self publishing. Ricevere un NO non significa doversi fermare o abbattere. Ci sono infinite strade percorribili. Non bisogna mai permettere a nessuno di decidere per i nostri sogni, perché finchè scrivi qualcuno ti potrà leggere, ma se smetti di scrivere è sicuro che non ti leggerà nessuno”.
– In quale momento della sua vita inizia a scrivere Bosco Bianco ?
“Ho deciso di scrivere Bosco Bianco in un momento in cui avevo paura, dopo il divorzio, di perdere le mie figlie. Per raccontare un amore senza pregiudizi, senza stare lì a pensare se sia giusto o sbagliato amare, ma lasciandosi guidare solo dal proprio cuore”.

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