Casambulanti: vogliono far morire i piccoli negozi decidendo la nascita di grandi centri commerciali

Altro che Distretti Urbani del Commercio. Quella è stata la trovata mediatica e populista per giustificare l’inerzia delle Associazioni di Categoria “storiche”; il loro asservimento alla politica e la gestione privatistica di denaro pubblico. Ne è convinto il leader sindacale pugliese, Savino Montaruli, in rappresentanza delle Associazioni Unimpresa, CasAmbulanti e Unionecommercio Puglia.

Montaruli prosegue la sua cruda e durissima analisi affermando: “la strategica è chiarissima. mentre con i DUC le Associazioni storiche si sono Confsociate con la politica quindi hanno di fatto abdicato ai loro compiti statutari ed al ruolo di difesa delle imprese, gettandosi a capofitto nella gestione del denaro pubblico attraverso le loro società di servizio di capitali, ponendo in essere iniziative del tutto futili ed inutili di fronte alla gravissima crisi dei consumi e delle piccole imprese, arrivando persino a sprecare letteralmente quei fondi con ineffabili corsi di lingue, come nel caso di Bisceglie e di Molfetta piuttosto che la realizzazione di area Fitness, come nel caso del Lungomare di Trani, che nessun beneficio portano alle imprese né all’occupazione ma solo propaganda pre-elettorale; mentre avviene tutto questo che sembra fuori dalla realtà rasentando persino il ridicolo, la piccola impresa, commerciale ed artigiana, continua a morire, falcidiata ora, anche dall’invasione delle cosiddette Medie Strutture cioè dei veri e propri Centri Commerciali con enormi superfici, addirittura di 2.500 mq., che si insediano liberamente nel cuore delle città quindi un’aggressione diretta al piccolo commercio ed agli stessi mercati sempre più relegati nelle periferie da parte di Amministrazioni sprovvedute, come nel caso di Molfetta e Associazioni di Categoria Confcommercio e Confesercenti, quelle dei DUC, compiacenti con provvedimenti deleteri e distruttivi per i negozi e per i mercati. Una situazione drammatica, così definita dal sindacalista pugliese, che sta generando una ribellione ed una crisi che non è solo di natura economica ma anche sociale, storica, culturale ed occupazionale, nell’indifferenza di classi politiche e dirigenziali silenti ed incapaci di gestirla ma capaci di tutto. Piccolo commercio dunque falcidiato che però non si arrende e dunque si affida proprio alle nostre Associazioni Indipendenti per far sentire la propria voce soffocata. Avvalendosi della complicità e dei silenzi di coloro che ormai hanno solo il ruolo di “Distrattori di massa”, queste Medie Strutture avanzano e si insediano anche nelle città della Bat dove più forte è la crisi della piccola Impresa, come a Trani, a Bisceglie, a Barletta e negli altri comuni pugliesi così come aumentano le richieste di aperture anche nella città di Bari. La realtà è cruda e porta ad affermare che il piccolo Commercio, alla Regione Puglia, non è rappresentato o, peggio, è mal rappresentato e questo deve finire perché quei principi della Rappresentanza regionale sono falsati e contaminati. Quelle cosiddette Rappresentanze delle Imprese, in realtà, dai dati ufficiali delle Camere di Commercio pugliesi, rappresentano percentuali insignificanti di commercianti, che a volte non superano neppure il 5-7% e questo è significativo di quanto il Piccolo Commercio non si a rappresentato degnamente al palazzo regionale. Nelle città del Nord Italia queste Medie Strutture commerciali, ubicate nel cuore delle città, hanno ormai preso il sopravvento e stanno definitivamente facendo morire definitivamente i negozi di vicinato. In Puglia siamo ancora in tempo per intervenire e fermare questa carneficina. Se la Regione Puglia e quegli stessi Sindacati DUC lo capiscono allora si potrà intervenire altrimenti la lotta sarà dura e nessuno potrà più continuare a nascondersi sotto la protezione Polisindacale di una Sigla, di una Bandiera, di un Ombrello. Meglio essere chiari – ha concluso Montaruli.

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