Bilancio bocciato: come alla Corrida, “Dilettanti allo sbaraglio”

Le cifre forse non governano il mondo, dubitava Wolfgang Goethe, «ma sono certo che ci mostrano se è governato bene o male». Insomma, due anni  circa dopo Spina siamo punto e a capo.

Bisceglie si è mangiata anche i nuovissimi e gli onestissimi della “Svolta”. Se li è mangiati in modo diverso rispetto a quelli di prima, soffocandoli lentamente con la loro complessità, i loro indecifrabili riti burocratici, i 5.000 posti promessi e mai assunti sia nel pubblico che nel privato, gli autobus cittadini quasi diligenze da Far West, le erbacce, la munnezza, le risate sugli alberi spelacchiati a dalle radici affioranti dai marciapiedi, il tramonto del sogno di un nuovo mercato settimanale che liberi dall’assedio del martedì scuole e abitazioni del quartiere Seminario, il sogno di entrare a far parte della  ZES. E ora che tutto è stato nuovamente ridotto in briciole dai talebani che amministrano Palazzo San Domenico dalle stanze dello stesso Palazzo viene detto ai cittadini che il bilancio comunale è apposto (Ma veramente il TAR lo ha bocciato).

La tensione è palpabile in tutto il paese, con la bocciatura arrivata da parte del TAR Puglia, la maggioranza potrebbe implodere da un momento all’altro. Il Comune è al limite del collasso amministrativo. La situazione è disastrosa e questa amministrazione ne ha la piena responsabilità.

In cuor nostro mai avremmo pensato di arrivare a questo punto eppure lo scenario politico amministrativo della nostra città ci ha imposto alcune, doverose, riflessioni. Imprescindibile è la considerazione della genesi di questa Amministrazione che ha visto un Sindaco eletto attraversa una lista “La Svolta” senza una sua originale connotazione politica se non costola fratturata di un PD cittadino che versa in uno stato cachettico da molto tempo ormai e appoggiato  da un centro destra che ha avallato anche promesse elettorali fino ad ora non realizzate.

Tutta la città sperava che il tempo e “La Svolta” avesse portato effetti di una pax politica ma, ad onor di verità, oggi vediamo un clima pieno di livore da parte dei cittadini e di componenti politiche, risentimenti e rapporti ormai logori che costituiscono una barriera insormontabile per qualsiasi futura azione amministrativa. […].

Manca la sintesi politica ma forse anche la capacità di farla. […]. Se senza sintesi politica non c’è condivisione dei programmi, figuriamoci la realizzazione degli stessi. Bisceglie non può affatto permettersi che la ricerca della sintesi politica, finalizzata all’interesse di pochi, sia l’esclusivo faro dell’attività amministrativa e senza che quindi venga effettuata programmazione o vi sia realizzazione di uno specifico programma.

Serve un cambio di passo chiaro e netto all’insegna della condivisione ma anche, e direi soprattutto, del buonsenso. Per questo la  città tutta ritiene  che sia arrivato il momento di fermarci tutti e, preso atto dell’erronea strada intrapresa, è opportuno che sia giunto il momento di mettere un punto. Non va dimenticato che gli elettori nel conferire mandato a chi amministra la  città, stante l’impossibilità di condividere programmi e ancorchè realizzarli, sicuramente ritengono che sia opportuno, e direi anzi doveroso, rimettere il mandato amministrativo alla volontà popolare, senza alcuna remora e senza alcuna paura.

Occorre subito un commissario che decanti, tronchi, sopisca l’ira della città, annegandola nell’ordinaria amministrazione

Nuove elezioni e avanti il prossimo, magari uno a cui stia a cuore veramente la sorte della Città e
che sappia  aggiustare alla bell’e meglio gli affari cittadini senza l’impiccio di pastoie e laccioli che hanno impedito veramente un buon funzionamento della macchina comunale.

Ci troviamo davanti ad una città allo sbando, sporca, assetata di ordine, penalizzata l’economia locale, uccisa l’occupazione, soppressa l’imprenditoria locale. Siamo al collasso.

È un quadro negativo. Non è un bollettino di guerra ma la realtà dei fatti soltanto e solo chi governa si ostina a non voler vedere.

La cittadinanza tutta è seriamente preoccupata per il clima sociale che si sta innescando in città ed auspica l’attivarsi di un “governo ombra”  che attivi quel minimo di opera amministrativa, affinché la città non cada nel baratro più profondo e le aziende un serio punto di riferimento con cui dialogare.

La totale inettitudine dell’amministrazione in carica, ha compromesso seriamente la stabilità del Comune sia in termini economici che di legalità. Se proprio qualcuno volesse rivolgersi alle forze dell’ordine per sabotaggio, allora lo faccia.

Questa  amministrazione è inadeguata sotto tutti i punti di vista: il suo pessimo sistema di gestire la cosa pubblica sta affossando definitivamente l’occupazione e l’economia cittadina. Ormai è un dato di fatto molte attività locali hanno chiuso le poche che  resistono, arrancano.

La città in coma. Si vedono giovani vagare senza lavoro, disoccupati con un mutuo da pagare, persone con il progetto di trasferirsi all’estero. Gente che lotta, ma che raramente viene ascoltata.

La città avvelenata dalla retorica di una politica impotente.

La verità è che l’amministrazione comunale gestita dalla “Svolta” con il sostegno della stampella di centro destra sta portando Bisceglie direttamente verso il dissesto finanziario; un’amministrazione che continua a navigare a vista e adesso sappiamo non solo per superficialità ma anche e soprattutto per incompetenza e per la mancanza di quelle capacità anche manageriali, di programmazione e di lungimiranza che questa amministrazione proprio non possiede capacità che oggi più di ieri in un Comune come il nostro sono assolutamente necessarie.

Bisceglie, a mo’ della Bella  Addormentata è caduta in un sonno che giorno dopo giorno diventa sempre più profondo. Simbolo di una città bella, ma assopita.

Cosa vi resta da fare dopo l’oltraggio della bocciatura del bilancio? Beh!  Andate a casa e non presentatevi più alle prossime tornate elettorali: siete improponibili. Un atto di dignità non guasterebbe.

 

PASQUALE STIPO

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