Gattopardismo allo sbaraglio: là dove la Democrazia è morta

Nel caldi giorni che ci stanno portando alla conclusione di questo 2019 il governo cittadino si trova a fronteggiare una molteplicità di sfide politiche, ideologiche, e sociali che non faranno dormire sonni sereni ai componenti della Giunta di Palazzo San Domenico  nel prossimo futuro. La percezione ovvia, e visibile a tutti nonostante una certa calma apparente di chi governa il Palazzo, è che le uniche diatribe politiche del post bocciatura del Bilancio comunale da parte del TAR Puglia sono inerenti a prese di posizione di alcuni componenti della maggioranza mentre altri appartenenti alla stessa compagine governativa cittadina, preferiscono nascondere la testa sotto la sabbia come gli struzzi quasi a voler far proprio il detto “Occhiu ca non viri, cori ca non doli”. (Occhio che non vede, cuore che non duole)

La Città sta vivendo una specie di stordimento, chi crede e milita ancora nel PD è uscito con un manifesto dal quale emergono solo le macerie di ciò che resta dello sgretolato Partito Democratico. Il PD, almeno quello cittadino  è oramai un relitto colonizzato dagli ultimi fedelissimi che possono sperare solo di “tornare in gioco” per fare da stampella alla “Svolta” qualora “La Svolta” stessa decida di ritornare alla casa paterna  dalla quale se ne uscita come a voler imitare la parabola del “Figliol prodigo”. Ciò succederà prima delle prossime regionali? Paradossalmente, l’esistenza della “Svolta” dipende dal successo di Emiliano (perché la presenza del Sindaco e Vice sindaco alla conferenza di Emiliano, la dice lunga) se nel frattempo i Forzisti o quelli di destra che oggi sostengono la Giunta comunale, attratti dal magnetismo salviniano non decidano di farsi risucchiare dalla Lega che anche in città è presente, portandoli a sparire del tutto e tuffarsi tra le braccia di Salvini nella speranza di un riciclo in un eventuale ”mercato di riparazione” in caso di crisi. Comunque la si metta, insomma, ci troviamo di fronte ad una situazione che nemmeno i più scafati attori di avanspettacolo che una volta dimenticata la battuta, non troveranno nient’altro nel proprio repertorio.

La Svolta, non sta funzionando: si sta nascondendo dietro lo stesso anonimato con cui è stata creata. Un  “Partito Poltergeist” (tutto fumo e niente arrosto), che è servito solo a dare dignità ai dissidenti esodati del PD. Non ha funzionato.

Il fenomeno forse più interessante, e forse più preoccupante dal punto di vista di una sana democrazia, sarebbe stato quello di rimanere nel PD per cambiare le cose nell’interno di quel partito ed evitare così lo stato comatoso in cui esso versa  e del quale rimane solo il lontano ricordo ed i gadget delle Feste dell’Unità; vero e proprio capolavoro del marketing politico.

Molti gli errori commessi dalla “Svolta, le disattese, le scommesse perse, e le plateali promesse non mantenute miste ad una certa arroganza sono peccati che i Biscegliesi non hanno dimenticheranno, e tanto meno perdoneranno, alla Svolta-Destra governativa della città, non ha giovato alla città se non a coloro che, forse nella loro mente, si aspettano un ritorno di utilità. É comico, anzi tragicomico, assistere alla putrefazione interna di un movimento o come lo vogliamo chiamare “Svolta”, costola fratturata del PD dovrebbe far intendere – ai suoi vertici – i motivi della débàcle: si perchè, checché se ne dica, la bocciatura del bilancio da parte del Tribunale Amministrativo Regionale è una vera débàcle. Ed invece…. Qualcuno non vuole ammette tale duro colpo.

In questi giorni abbiamo assistito anche all’ennesima pugnalata alla spalle di una Città. A questo giro, le Idi di Marzo sono toccate alla Democrazia, negando ai membri dell’opposizione l’uso della sala comunale per una conferenza stampa.  Povera Città che oltraggio

Ciò detto, rimane il fatto che la Democrazia a Bisceglie è morta. Credo che in nessuna Città d’Italia si sarebbe negato l’uso della sala comunale agli esponenti di opposizione. Una lotta questa che ricorda forme di Politica da Guerra Fredda.

Se con “democrazia” s’intende la “forma di governo che si basa sulla sovranità popolare e garantisce a ogni cittadino la partecipazione in piena uguaglianza all’esercizio del potere pubblico”, allora non è errato pensare che la democrazia a Bisceglie sia morta; riversa sull’asfalto nero di Via Trento, calpestata da più passanti, schernita da chi immobile l’osserva, la democrazia appare esanime agli occhi attoniti di quei cittadini affrancati dall’oblio.

Ma voglio essere speranzoso e dare speranza ad una intera Città: a Bisceglie di fatto è finita la democrazia ma non è morta la speranza che le cose possano cambiare. Una maggioranza che non ha più la lucidità politica e la capacità amministrativa per governare, farebbe bene a dimettersi per rispettare così i principi del buon governo. Al momento questa “Armata Brancaleone” fa solo ridere ma se continua così farà piangere per gli innumerevoli danni che sta arrecando alla Città.

 

PASQUALE STIPO

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