Di Leo: verso dove stiamo “svoltando”?
«Ripartiamo da qui, dall’incipit del programma della coalizione “Un passo alla svolta”. Forse Calvino ha sempre avuto ragione: benché io creda nel concetto di città fisicamente e visivamente in crescita, forse una politica vicina alla gente, che sia in grado di dar soddisfazione a ogni quesito posto, potrebbe migliorare la qualità di vita di quella popolazione che la stessa politica è chiamata a guidare. Tuttavia, l’unica emozione che oggi emerge è un forte sbigottimento. Non ci sono meraviglie da ammirare e non ci sono risposte alle seguenti domande: perché sono stati chiusi e successivamente riaperti i centri di raccolta? Perché questa pantomima ha avuto luogo senza un necessario preavviso?
Un’azione scellerata dovuta alla mancanza di comunicazione tra enti e Istituzioni che ha rischiato di comportare non pochi disagi alla vita della cittadinanza biscegliese».
Inizia così Marco Di Leo, candidato consigliere comunale per la lista civica Bisceglie d’Amare durante le amministrative del 2018.
»Ciò che rende tutto ancor più “tetro” è quanto emerge dallo stesso programma che ha consentito all’attuale maggioranza di essere votata da oltre il 50% dei votanti durante il ballottaggio dell’ultima tornata elettorale.
Al punto 4.1, “Gestione dei rifiuti”, del suddetto programma è indicata la realizzazione di una terza isola ecologica con conseguente potenziamento delle isole ecologiche mobili. Quest’ultime non sono più presenti sul nostro territorio da circa un anno, mentre per quanto riguarda il primo punto, circa un mese fa ho suggerito a chi siede tra i banchi della maggioranza di partecipare a un bando pubblicato sul Bollettino ufficiale della regione Puglia n° 98 in data 29 agosto 2019: tra le operazioni ammissibili vi sono la realizzazione di una nuova isola ecologica o l’ampliamento di una già esistente, per le quali sfruttare circa 380mila euro attribuibili a tutti i comuni che intendono parteciparvi.
Non credo sia possibile non rendersi conto del danno politico e fiduciario reiterato nei confronti dell’elettorato: essere eletti promettendo qualcosa e rischiare di realizzarne un’altra, per proprie responsabilità o meno, è sicuramente quanto di più scorretto ci possa essere in politica», spiega.
«Ci troviamo davanti ad un’attuale amministrazione comunale senza indirizzo politico, un’amministrazione che mescola sacro e profano. Non è possibile elevare con una mano il grande Peppino Impastato e la sua coraggiosa lotta alla mafia e con l’altra stringere ogni genere di accordo politico non consentendo alla cittadinanza di capire chi o cosa ha votato.
Approssimazione, questa è la parola giusta: c’è davvero da stupirsi se dovessimo aver difficoltà ad ammirare anche una sola meraviglia o ad ottener anche una sola e semplice risposta?», domanda e conclude Di Leo.