Atti Bilancio, mistero Pec: Casella chiede al Segretario Generale di annullare tutto?

Il mistero dell’episodio verificatori nella serata di martedì 28 gennaio, quando dal Comune, esattamente dalla PEC del Presidente del Consiglio, Gianni Casella, è stata diramata una comunicazione riguardante il deposito degli atti allegati al Bilancio in fase di rinnovazione, ha un tassello nuovo.

In queste ore il Presidente del Consiglio Comunale ha scritto una nota al Segretario Generale del Comune e, per conoscenza, a tutti i consiglieri comunali per chiedere spiegazioni e, con ogni probabilità, anche che vengano annullati gli atti trasmessi con “irregolarità” (almeno questo riusciamo ad interpretare, tra le righe).

Come si ricorderà, la “PEC” è utilizzata esclusivamente dal Presidente del Consiglio comunale, che nella fattispecie è Casella, mentre in quella circostanza portava la firma del vice Presidente del Consiglio Luigi Di Tullio.

La Pec costituisce prova dell’autenticità della firma del suo titolare.

Di seguito il testo della missiva di Casella:

«In merito a quanto riportato dal giornale “La Diretta”, sulla base di quanto dichiarato dal consiglieri Spina in merito all’utilizzo della Pec del sottoscritto in qualità e nella veste di Presidente del Consiglio Comunale, per l’invio della comunicazione dello schema di Bilancio e dei relativi allegati a firma del vice Presidente del Consiglio Luigi Di Tullio, preciso quanto segue: come comunicato al Segretario Generale la mia assenza per motivi di lavoro, la stessa ha comunicato la disponibilità degli atti presso la Segreteria per gli adempimenti dovuti e previsti dal Regolamento di contabilità al vice Presidente Di Tullio. Infatti, il vice Presidente ha provveduto a sottoscrivere la comunicazione relativa al deposito dei relativi atti ai consiglieri comunali.

Ritengo che nella fattispecie non poteva essere utilizzata la mia Pec per l’invio in quanto la stessa essendo intestata al sottoscritto, qualsiasi atto inviato ha necessità, se utilizzata dai dipendenti degli Uffici preposti, di una mia preventiva autorizzazione. Peraltro, seppur assente, gli atti potevano essere inviati al sottoscritto che, previo controllo degli stessi, avrebbe potuto inviarli dalla stessa Pec. 

E’ evidente che la procedura seguita risulta alquanto anomala, certamente dovuta ad un errore in buona fede, cui chiedo di porre rimedio con estrema urgenza».

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