Il Pantano? Nelle mani di alcuni vandali

Esiste una leggenda del mostro del Pantano forse a molti sconosciuta, adesso invece ci troviamo a raccontare la storia dei “nuovi mostri”.

Mentre il “parco” sul mare, con tanto di cartello disegnato da alcuni ragazzi non più di due anni fa, senza aver mai goduto di alcuna cura, va completamente alla deriva, alcuni mascalzoni si sono messi all’«opera» per distruggere tutto. Infatti, nei giorni scorsi qualcuno si è divertito a distruggere i cartelli che non meno di un anno fa, sono stati realizzati con cura e amore dai ragazzi della scuola media, probabilmente gli stessi “esecutori” hanno divelto un lungo tratto di staccionata del percorso naturalistico. Non è possibile assistere indifferenti a ciò che alcuni sfigati (“i nuovi mostri”) combinano alla nostra riserva naturale.

Tra le disattenzioni dell’Amministrazione e l’imbecillità di qualche mascalzone, la riserva naturale realizzata con i nostri soldi è lasciata totalmente alla deriva.
Alberi piantati non meno di due anni fa che necessitano di interventi urgenti, muretti a secco crollati, staccionate divelte, cartelli distrutti, scale per scendere in spiaggia distrutte, immondizia diffusa per tutto il percorso, un gran puzzo causato dalle deiezioni canine e umane anche queste diffuse lungo il percorso; questo è lo scenario cui si trova di fronte chi percorre il tratto pedonale.

Ecco, in barba alla vecchia leggenda, chi sono i “nuovi mostri” di adesso.

Persone che sono realmente disinteressate al bene pubblico, vandali che si “divertono” a distruggere qualsiasi cosa   che appartiene alla comunità intera, evidentemente segni di malessere diffuso, di una società che non funziona come dovrebbe.

Eppure la fantastica zona, sotto il punto di vista naturalistico, è frequentata da più persone, provenienti anche da altre città, una zona meravigliosa, ideale per trovare rifugio dalla confusione dei rumori della città.

È vergognoso vedere questa riserva, dove non molto tempo fa sono stati investiti dei nostri quattrini, così totalmente abbandonata a sé stessa, distrutta dalla disattenzione e dall’imbecillità di pochi balordi.

Quando non si ha voglia o addirittura le capacità di creare, esaltare, curare e custodire a lungo le bellezze del luogo, meglio sarebbe lasciare le cose così come erano all’origine, prima di sperperare inutilmente il denaro di noi cittadini.

 

Mimmo Todisco

 

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