Angarano, il Celentano del Terzo Millennio

«Un giorno di quel lontano 1987 -racconta Bruno Perini di informazionesenzafiltro- Adriano Celentano, senza avvertire i funzionari Rai e i poveri telespettatori che si raggruppavano davanti al televisore per vedere cosa combinava il supermolleggiato, si presentò davanti al piccolo schermo e guardando la telecamera in primo piano, cadde in un silenzio assordante di oltre un minuto. Sguardo severo, volto tirato, mimica facciale crucciata. Tutto ciò davanti a circa 12 milioni di telespettatori che attoniti come non lo erano mai stati, attendevano che il re degli ignoranti rompesse il silenzio e dicesse loro qualcosa di più rassicurante della lunga pausa».

Da quel momento le pause diventarono parte integrante della comunicazione. Silenzio eloquente. Tanto da scomodare sociologi e semiologi a studiare il significato filosofico e linguistico delle pause televisive che Adriano avrebbe proposto nei suoi show. In quella trasmissione Celentano, con quel silenzio provocatorio, stava proponendo un modo diverso di comunicare. Stavamo assistendo alla nascita del monologo in tv, fatto di pause e parole, che lo stesso showman avrebbe utilizzato negli anni successivi ogni volta che compariva sul piccolo schermo.

Ecco, il Sindaco di Bisceglie ha tutte le caratteristiche che lo avvicinano alla somiglianza comportamentale di Celentano. Il suo apice lo raggiunse durante un Consiglio comunale nel quale “piovvero” le proteste dei disoccupati e solo dopo una lunghissima pausa prese la parola per dare risposte.

Nel periodo del Covid-19, dove la gente, segregata in casa e costretta a fare i conti con la paura del virus e con il portafogli vuoto, attende un’intera giornata perché il Primo cittadino “racconti” -in sintesi- quanto accaduto a Bisceglie, molto spesso spegne la luce del comodino per andare a letto senza che abbia saputo news.

I rendiconti delle giornate? Li fanno tutti i Sindaci, lo fa la Protezione Civile a livello nazionale, lo fa Emiliano per la Regione Puglia. E tutti li rendono noti nel pomeriggio, o al massimo alle 18 (come fa la Protezione Civile).

Il nostro buon Angarano, invece, a volte “dimentica” di notiziare. E quando si ricorda di farlo,  come accaduto nell’ultima comunicazione, fa giungere il suo messaggio in Redazione a mezzanotte e 36 minuti. Di notte, il giorno dopo. Come se volesse che la gente (non la politica, ma l’intera comunità biscegliese) non fosse raggiunta dai suoi messaggi.

 

MAURIZIO RANA

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