Enrico Letta intervistato da “Il Fatto Quotidiano” cita Bisceglie: mangio orecchiette con le rape

Nella politica, come nel calcio, “ci vuole un fisico bestiale”. Tra dubbi (l’amara stagione rossonera, con il Milan che viaggia mestamente al settimo posto in classifica) e certezze (la pandemia può produrre una crisi finale con l’Europa, per questo mi sto impegnando al massimo), Enrico Letta si confessa in un’intervista al “Fatto Quotidiano”, raccontando di essersi convertito al cibo vegetariano per placare la sua voracità a tavola.

“Mangiavo di tutto. Ero in Valtellina? Pizzoccheri. Ero a Bisceglie? Orecchiette con le rape. La relazione con il cibo è essenziale, costituente. E poi bisogna dannarsi a viaggiare, incontrare, ascoltare: un politico che non regge la fatica, la piazza, non ha idea di cosa sia il popolo, quindi non ha futuro”. Cattolico di fede rossonera, Letta condivide con Salvini la passione per i colori del diavolo. “Lui strumentalizza, la butta in politica, sta sempre tra il pallone e il palco. Io invece sono un tifoso vero, le parolone le uso perché la passione gonfia il sentimento che poi rotola esattamente come la palla in campo”. Ricorda di aver detto ‘non amo l’uomo forte, però faccio un’eccezione’, riferito a Zlatan Ibrahimović, che starà fermo ai box per parecchie settimane a causa di una lesione muscolare. Ibra, dice l’ex presidente del Consiglio, è “un grande, un leader in campo. È rotto, è anziano. Il tendine di Achille sta bene, qualche superficiale problemino al polpaccio.

Sarà più forte di prima”. Calcio e tifo a parte “da tre mesi – continua Letta – parte sto usando molto Twitter ma per un motivo diverso: temo che questa pandemia possa produrre una crisi finale con l’Europa. È un rischio serio, quindi ho deciso di impegnarmi al massimo. Immagino che qualcuno si chieda se io voglia rientrare in politica, quali obiettivi abbia. Non me ne curo, la battaglia per difendere l’Europa è più importante, e quindi insisterò. So che ci saranno mesi difficili, che la rabbia in corpo potrà aprire spazi importanti ai sovranisti. So che sarebbe un suicidio, ma la storia della Brexit ci dice che ti può capitare di fare la più grande fesseria senza neanche un perché”.

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