Nota Fials Sulla Nuova Chiusura dell’ospedale di Bisceglie

Com’è noto l’ospedale Vittorio Emanuele II di Bisceglie fu indicato a Marzo scorso dalla Regione Puglia quale “Covid Hospital” della provincia BAT.

Tale indicazione in un contesto di estrema ed improvvisa urgenza sanitaria avvenne per la gestione e cura dei pazienti affetti da COVID-19 e, tutti gli operatori sanitari dell’Ospedale di Bisceglie hanno svolto con lodevole abnegazione un ottimo servizio alla comunità della provincia BAT.

Dal giugno scorso, considerata la netta diminuzione del numero dei ricoverati, su indicazioni del Dipartimento Promozione della Salute della Regione Puglia fu disposta la ripresa delle normali attività sanitarie, aprendo la struttura ospedaliera alle attività di ricovero ed erogazione prestazioni sanitare come a esempio tutte le attività ospedaliere ordinarie, esami e visite sia pregresse che attuali, mantenendo alla U.O. Malattie Infettive dell’ospedale di Bisceglie 18 posti letto COVID.

Gli esperti hanno sempre comunicato, che dopo la parentesi estiva, si sarebbe determinato una diminuzione dei contagi al COVID-19, mentre ci sarebbe stato con l’ingresso della stagione autunnale un innalzamento del picco dei contagi da COVID-19.

Sapevamo tutti dunque che non eravamo usciti dalla fase emergenziale e che era necessario programmare, organizzarsi per tempo per fronteggiare la prevista, e annuciata seconda ondata, con la finalità di accogliere i pazienti COVID-19 abbisognevoli di ospedalizzazione, riorganizzando tale attività senza chiudere intere strutture sanitarie (presidi ospedalieri in primis) e senza interrompere il normale funzionamento degli ospedali con decine e decine di utenti che attendevano il proprio turno per accedere alle prestazioni sanitarie da marzo scorso, già fortemente penalizzate da lunghe liste di attesa e definitivamente compromesse dall’improvvisa emergenza COVID-19.

Dopo neanche 4 mesi, e guarda caso sempre dopo le elezioni, la Direzione Generale della ASL BAT considerato l’andamento epidemiologico della pandemia da SARS COV2,  con la nota prot.61378 del 12/10/2020  del direttore medico dell’Ospedale di Bisceglie dott. Andrea Sinigaglia e a seguito di quanto concordato nella conferenza di servizi, con disposizione n. 0061913 del 13/10/2020 a firma del Direttore Generale avv. Delle Donne e del Direttore Sanitario dott. Vito Campanile hanno disposto la riattivazione del COVID Hospital presso nell’Ospedale di Bisceglie, con conseguente blocco di tutti i ricoveri ordinari per le unità operative di Ostetricia, Pediatria, Medicina, Cardiologia Chirurgia, Ortopedia e Rianimazione e la contestuale  dimissione o  trasferimento dei pazienti attualmente ricoverati nell’Ospedale di Bisceglie per consentire eventuali nuovi ricoveri di pazienti affetti da SARS COV2.

Innanzitutto riteniamo che sia profondamente ingiusto dimettere o trasferire da un giorno all’altro in fretta e furia i pazienti non covid attualmente ricoverati nelle unità operative dell’ospedale, quasi che fossero pacchi postali il tutto mentre il Governatore Emiliano e l’assessore alla Salute in pectore Prof. Lopalco, dichiarano che in Puglia, allo stato attuale non si riscontra alcuna emergenza sanitaria.

Alla luce di queste dichiarazioni viene legittimo domandarsi se:

  • non si poteva continuare a gestire i pazienti affetti da SARS COV2 nella unità operativa di malattie infettive, dedicando l’intera palazzina che peraltro è provvista di un accesso dedicato, mantenendo comunque le normali attività ordinaria ospedaliere ? ;
  • che senso ha chiudere un intero ospedale con 160 posti letto con la presenza di vari servizi ed unità operative di cardiologia, ortopedia, rianimazione un punto nascita e tre sale operatorie per la sola finalità d ricovero dei pazienti affetti da CORONAVIRUS, cosa peraltro non avvenuta in altri ospedali individuati COVID come il Miulli, i Policlinici Universitari di Bari e Foggia, l’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza, etc. etc.
  • alla luce delle recenti dichiarazioni del Direttore del Dipartimento della Salute che ritiene, se necessario, di utilizzare anche strutture ospedaliere private, perché non si considera di utilizzare i padiglioni vuoti dell’Ospedale UNIVERSO SALUTE di Bisceglie ? ;
  • Infine è legittimo domandarsi per quale motivazione le attività di ricovero COVID-19 non vengano agevolmente svolte nell’Ospedale di Canosa di Puglia, peraltro completamente ristrutturato e con reparti di degenza “vuoti” ma dotati di personale medico e di comparto.

La verità è che in quattro mesi non si è stati in grado di organizzare il prevedibile picco di pandemia nel territorio della ASL BAT e adesso alla luce della conclamata emergenza si è scelto invece molto semplicisticamente di disporre la nuova chiusura dell’Ospedale di Bisceglie penalizzando così un bacino di utenza di oltre 100 mila abitanti trà Bisceglie e Trani.

Con questa assurda decisione si penalizzano non solo migliaia di pazienti cronici i quali non avranno più la possibilità di essere assistiti nell’ospedale di Bisceglie, ma si compromette anche il sistema dell’emergenza urgenza; infatti ad esempio:

  • basta considerare che con la chiusura dell’Ospedale di Bisceglie si riducono ulteriormente i posti letto di Cardiologia, già fortemente carenti nella ASL BAT, in rapporto alla popolazione del territorio e che i dati nazionali hanno evidenziato, infatti nella sola settimana tra il 13 e il 19 Marzo 2020, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, una riduzione dei ricoveri per infarto pari al 50% ha visto l’incremento della mortalità per sindrome coronarica acuta pari al 10% tra i soli pazienti ricoverati;
  • la Cardiologia dell’Ospedale di Bisceglie, svolge infatti un duplice ruolo: la sua mission, cioè ricovero per i pazienti affetti da scompenso cardiaco che necessitano di impianto di PM/ICD, ma anche coadiuva la Cardiologia di Andria da cui spesso accetta pazienti già trattati con angioplastica al fine di permettere di accogliere ulteriori urgenze.

E’ appena il caso di evidenziare che la S.I.C. (Società Italiana di Cardiologia) a seguito di uno studio nazionale pubblicato in questi giorni sul quotidiano nazionale cardiologi italiani, ha lanciato un nuovo allarme, oggi si rischia di avere più morti di infarto che da contagio COVID-19 se questa tendenza sarà ancora persistente con una rete cardiologica ridotta.

In questi giorni considerata la chiusura delle attività ospedaliere ordinarie di Bisceglie si sta peraltro verificando un sovraffollamento delle strutture sanitarie con conseguenti pericolosi assembramenti nei pronto soccorso degli ospedali di Andria e Barletta, per cui molti pazienti residenti nella nostra provincia, affetti purtroppo da altre patologie “non covid” che necessitano di un posto letto, sono costretti dopo lunghissime attese nei pronto soccorso a ricoverarsi in ospedali di altre Provincie della Regione.

Infine è appena il caso di ribadire che la provincia BAT e stata la provincia della Regione Puglia più penalizzata nel rapporto abitanti /posti letto, per non parlare poi del piano dei fabbisogni del personale 2018/2020 deliberato in data 21/09/2018 dalla ASL BAT, il quale prevede un numero di assunzioni inferiori in rapporto alle altre Aziende Sanitarie della Regione Puglia.

Per tutti questi motivi e per il fatto che in quattro mesi non si è riusciti ad intravedere soluzioni alternative alla chiusura (come su menzionato), la Segreteria Territoriale FIALS Bari e BAT propone di rivedere il provvedimento di chiusura totale del Presidio Ospedaliero di Bisceglie in modo da far proseguire l’attività ordinaria  dei Servizi Ospedalieri e almeno per alcune Unità Operative come la Cardiologia, Ostetricia Ginecologia, Pediatria, utilizzando al meglio le specializzazioni presenti all’interno dell’Ospedale considerato che  queste UU.OO. sono dislocate in posizione tale da consentirne l’accesso in modo indipendente, garantendo così condizioni di totale sicurezza per pazienti e operatori sanitari, senza contatto con l’area COVD-19, a cui può essere destinata un’intera ala dell’ospedale con apposito percorso dedicato.

Così facendo si potrebbero facilmente rendere disponibili nella UOC Malattie Infettive, circa 60 posti letto COVID-19 continuando a garantire senza interruzione le attività delle citate unità operative ed il tutto non potrà che giovare anche agli Ospedali “Bonomo” di Andria e al “Dimiccoli” di Barletta, in questi giorni in gravi difficoltà, per eccessivi carichi di lavoro, ma soprattutto per carenza di posti letto, con evidente notevole diminuzione di erogazione dei LEA nella provincia BAT.

A giudizio di questa Segreteria, oggi l’obiettivo principale e assolutamente importante della regione deve essere quello di evitare una nuova emergenza sanitaria che riguarda tutte le attività ospedaliere routinarie, drasticamente interrotte per continuare a fronteggiare la sola emergenza COVID-19 che secondo gli esperti non sarà di breve durata purtroppo.

Per quanto sopra esposto siamo a chiedere di soprassedere dalla scelta aziendale di trasformare in Covid Hospital l’Ospedale di Bisceglie, individuando soluzioni alternative che consentano l’erogazione delle prestazioni sanitarie e di ricovero ordinarie.

In attesa di urgente cenno di riscontro invio distinti saluti.

 

Per la Segreteria Territoriale FIALS Bat

ANGELO SOMMA                                                              

SERGIO DI LIDDO

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articoli correlati

Ponte Lama, limitazioni alla circolazione stradale fino all’ultimazione dei lavori di messa in sicurezza

Il Sindaco di Bisceglie in data odierna ha firmato un’ordinanza per stabilire limitazioni alla circolazione stradale fino all’ultimazione dei lavori di messa in sicurezza e ristrutturazione del viadotto “Ponte Lama”, recentemente aggiudicati dal Comune di Bisceglie in seguito ad un finanziamento di 5.000.000 di euro ottenuto dal Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. Di seguito […]

Diritti umani, dal Midu la solidarietà ai pazienti del Don Uva e alle loro famiglie

E’ vergognoso che in un paese civile succedono fatti vergognosi come quello che è successo all’Istituto Don Uva di Foggia per l’assistenza ad anziani disabili. Ancora una volta la nostra amata terra viene infangata in tutta Italia, a causa di 30 dipendenti sotto inchiesta che hanno usato violenza di ogni tipo sui fragili indifesi disabili, […]

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: