Intervista Giuseppe Pugliese

Abbiamo intervistato un ragazzo biscegliese, impegnato nel mondo della poesia, che ci ha raccontato la sua esperienza, di seguito la sua l’intervista ed alcuni suoi versi.
Giuseppe Pugliese è un poeta biscegliese classe 1988.
Da qualche anno ha iniziato a raccogliere pensieri e sensazioni su varie agendine che colleziona e porta sempre con se, preferisce scrivere con carta e penna.
Si è dedicato prima di tutto ai testi per canzoni, ha avuto la grande fortuna anche di musicarne alcuni grazie al gruppo di cui fa parte, i Centoventitrè. Nel 2019 è stato selezionato e preso per il corso per autore di testi di canzoni presso la scuola di Mogol vicino Roma dove per 3 mesi è stato a stretto contatto con tanti ragazzi che condividevano le sue passioni.
Da circa un anno invece ha iniziato a scrivere poesie mettendole da parte per un’ipotetica raccolta. Ad agosto ha vinto il concorso con la casa editrice Aletti Editore per scrittori emergenti di poesie e con loro a breve pubblicherà la sua prima piccola raccolta di poesie dal nome “Io spesso mi sento blu scuro”.
Di recente ha partecipato al concorso di poesie “Tra un fiore colto e l’altro donato – poesie d’amore”, i risultati finali arriveranno a febbraio ma nel mentre ha ricevuto una menzione di merito per una delle tre poesie con le quali concorro, tra i giudici figura Franco Arminio.
“Scrivo sostanzialmente perché spesso ne sento l’esigenza, mi fa stare meglio e aiuta a sentirsi meno pesanti o più emozionati a seconda delle circostanze che si vivono. Come modello al primo posto ho sempre avuto Niccolò Fabi, poi il cantautorato in generale mi appassiona. Per il mondo della poesie mi sento ancora tanto acerbo e sono costantemente alla ricerca di poeti da conoscere e studiare”, ha dichiarato il giovane poeta. “Venire a conoscenza delle poesie di Franco Arminio durante il lockdown di marzo mi ha sicuramente aiutato tantissimo.”

Ecco alcuni miei versi:
“Vorrei essere forte come il mare
Quando scoppia la tempesta implacabile
Vorrei essere dolce come il mare
Quando pare opera dei pastelli
Calmo perché il vento è stanco
Di scompigliare piante, idee e capelli
Vorrei essere limpido come il mare
Quando ti specchi e vedi il tuo di fondale
L’anima si confonde tra i coralli
E la Luna si sdoppia con le stelle
Vorrei avere il coraggio del mare
Ricomporre la schiuma con la risacca
Vorrei essere sincero come il mare
Che tra sfumature, onde
Correnti, barriere e vita
Resta sempre fedele a se stesso.”

“Lumaca io
Nello scegliere la prole
Da partorire su questo foglio
Dopo aver visto i tuoi occhi
Vivere per un istante
E rendermi spoglio.
Vagabondo io
Nella culla delle illusioni
Senza riuscire a scendere
Elemosino il tuo sguardo
Credendo solo in quello
Per tornare a ridere.
Tenace io
Nel continuare a scavare
Invece di mettere fuori la testa
Convinto che un tuo osservarmi
Tempri tutta questa mia attesa
Per non sentirla più mesta.”

Alberto De Toma 

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