Mons. Ricchiuti: «Stop ai velivoli F-35 e alle armi nucleari». L’appello di Pax Christi: «Siamo nell’Avvento, l’alba di giorni e di tempi giusti e pacifici»

«Con questo lockdown, tutto deve fermarsi, niente relazioni o assembramenti, scuole più o meno chiuse, commercio in ginocchio… ma le guerre no, quelle no, non si fermano e le tregue tra Paesi in guerra sono fragilissime. Non si fermano esercitazioni militari e produzione di armi, si chiudono i porti ai migranti ma li si aprono perché partano portaerei e flotte militari, continuano ad essere costruiti, da una ipertecnologia ai limiti della perfezione, gli F-35 al costo di decine di milioni ciascuno (le nostre forze armate ne devono comprare 90!). E nei nostri ospedali, da molti mesi a questa parte, mancano moltissime persone, medici e infermieri, e moltissime attrezzature mediche per accogliere e curare le persone ammalate di Covid».

 

Nuovo vigoroso appello contro la corsa al riarmo che coinvolge l’Italia da mons. Giovanni Ricchiuti, 75 anni e originario di Bisceglie, Arcivescovo della Diocesi di Altamura – Gravina e presidente nazionale di «Pax Christi».
«Pax Christi» è il movimento cattolico per la pace fondato in Francia 75 anni fa e del quale in Italia fu presidente nazionale, dal 1985 al 1993, don Tonino Bello (1935 – 1993), religioso salentino di Alessano, fervente pacifista e vescovo di Molfetta dal 1986 al 1993, figura candidata alla Beatificazione da parte della Congregazione per le cause dei Santi, da poche settimane presieduta da mons. Marcello Semeraro (leccese, 72 anni), ieri «creato» Cardinale nel Concistoro presieduta da papa Francesco.
Tutta la Puglia in questi anni è scenario della «battaglia per la pace», in quanto al momento l’unico reparto di tutta l’Aeronautica militare dotato dei cacciabombardieri più costosi al mondo, gli F-35 «Joint Strike fighter», è il 13° Gruppo del 32° Stormo di Amendola (Foggia) ed è in corso l’acquisizione degli F-35 a decollo e atterraggio corto e / o verticale anche per la portaerei «Cavour» della Marina militare, di base a Taranto.

 

In un ideale triangolo geografico e concettuale su questo confronto, mons. Ricchiuti nel suo messaggio di novembre agli aderenti al Movimento di cui è presidente cita le parole pronunciate da papa Francesco a Bari nel corso della sua ultima visita nella città di San Nicola. «Papa Francesco – durante il convegno sul Mediterraneo – ricorda l’Arcivescovo Ricchiuti -, ebbe a dire: “La guerra, che orienta le risorse all’acquisto di armi e allo sforzo militare, distogliendole dalle funzioni vitali di una società, quali il sostegno alle famiglie, alla sanità e all’istruzione, è contraria alla ragione, secondo l’insegnamento di san Giovanni XXIII… È un’autentica follia”».

 

«Continueremo a dire a questo nostro Paese – conclude il presidente di “Pax Christi” – che prenda coraggio e firmi il trattato per la messa al bando delle armi nucleari e riconosca una volta per tutte lo Stato della Palestina (grande convegno su questo tema domenica scorsa ad Assisi). Attendiamo con grande desiderio il Messaggio di Papa Francesco per la 53esima Giornata Mondiale per la Pace il prossimo 1° Gennaio. Verrà meno la Marcia per la Pace del 31 dicembre, che avremmo vissuto a Savona, Ma, in qualche modo, saremo ugualmente in cammino. Siamo nell’Avvento, un tempo che in particolare dovrà vederci sentinelle che preparano, dopo la notte, l’alba di giorni e di tempi giusti e pacifici».

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