Un pranzo di Natale “diverso”: la Caritas c’è

Le raccomandazioni che ascoltiamo ogni giorno su come trascorrere le prossime festività natalizie ci invitano a cautela per evitare nuovi contagi: limitazione del numero di persone in luoghi chiusi, soprattutto se non ben aerati o ventilati, attenzione a non scambiarsi bicchieri e stoviglie, parlare a voce bassa e non cantare (azioni che fanno aumentare l’emissione di goccioline di saliva che arrivano più lontano e, quindi, con maggiore rischio  di contagio), non poter usare la mascherina durante il pranzo, ecc.

Cosa ancora più triste è non potersi scambiare gli auguri di rito con baci ed abbracci…

La pandemia ci ricorda ogni giorno che non c’è solo una emergenza sanitaria ma anche quella economica con le centinaia di persone che hanno perso il lavoro a causa delle restrizioni ben note: è aumentato del 40% il numero delle persone che si rivolgono alla Caritas nell’ultimo anno. La nuova ondata di contagi che sta colpendo la nostra città non limita solo la convivialità durante le feste di fine anno ma ha anche aggravato la situazione di quanti si trovano in una condizione di precarietà. Piccoli commercianti ed artigiani che hanno dovuto chiudere, le persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, lavoratori a tempo determinato o con attività saltuarie fermate dalle limitazioni: sono quanti non avevano finora sperimentato condizioni di vita problematiche.

E lo si constata ogni giorno con l’aumento di presenze alla distribuzione di cibo fresco presso la sede Caritas-RecuperiAmoci e presso le sedi Caritas parrocchiali o presso lo sportello di segretariato sociale presso i “cappuccini” per aiuto nella compilazione dei moduli on-line o con richiesta di aiuto economico per pagamento utenze e fitto di casa.

Ma la Caritas non si ferma e, se quest’anno non potrà allestire il tradizionale “pranzo di Natale” (fino al 2019 alle Vecchie Segherie), si sta organizzando per non far mancare alle famiglie in situazione di necessità un buon pranzo di Natale.

L’ASSOLOCALE VIVIBISCEGLIE curerà la preparazione di 350 porzioni singole da asporto, con antipasto, primo e secondo. Mastrototaro food ha pensato alla confettura, i panettoni sono forniti dalle donazioni dei Biscegliesi.

Presso le DOK di Via Salvemini, Via Vives e Via Bovio e presso Famila sono sempre attivi i “carrelli della solidarietà”: ogni cittadino che fa la spesa potrà contribuire con un proprio libero dono ed aiutare la Caritas a completare il pranzo dei suoi ospiti: bevande, frutta e dolce,  fornire alimenti a lunga conservazione alle famiglie che ne hanno necessità e aiutarle a superare l’emergenza economica e sociale provocata dalla pandemia e dalle necessarie misure di contenimento.

Commuovono e mettono in evidenza il grande cuore dei Biscegliesi i gesti di generosità dei singoli: un pensionato ha donato panettoni e pandoro, come alcuni politici, molti hanno voluto donare il loro contributo economico.  Sicuramente questi gesti si ripeteranno nei giorni a venire senza pubblicità e con grande segno di solidarietà.

La messa di Natale sarà celebrata nel giardino dei cappuccini all’aperto, se il tempo lo permetterà, o nel grande salone

L’appello del coordinatore Caritas Sergio Ruggieri è rivolto ai volontari, necessari anche quest’anno per la distribuzione dei pasti da asporto: “Come dice il nostro concittadino missionario Don Mario Pellegrino -Siamo tutti nello stesso mare ma su barche diverse-. Dobbiamo quindi imparare a condividere per crescere insieme, senza lasciare fuori nessuno. La Caritas c’è, ma senza l’aiuto di tutti potrebbe non bastare!”

Chi fosse disponibile a mettere a disposizione due ore del proprio tempo il 25 prossimo può telefonare ai numeri: Sergio 3356373728 e Michele 3282814938

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