Centro Storico e rifiuti: (solo) in Largo Purgatorio indifferenziare si può

Da mesi – forse anni – Largo Purgatorio, nei pressi di piazza Castello, è stato trasformato da una mandria di incivili – principalmente stanziali e marginalmente passanti – in una discarica, a volte una latrina, a cielo aperto. Le foto che riporto lo testimoniano. Liquami che hanno permeato il basolato, indifferenziato di ogni tipo, mobili ed elettrodomestici. E sono solo un esempio striminzito, dato che questi sono scatti di un tristissimo reportage degli ultimi due mesi.

A due passi dalla Chiesa del Purgatorio, nella bellissima piazza della “Torra Mèste” e del Castello normanno svevo, a due passi dai solai che crollano nei vicoli del centro storico, si manifesta – come in tanti altri luoghi del nostro borgo antico – lo scempio contro una bellezza mozzafiato. Ai crolli dei solai, si aggiunge lo scempio dei rifiuti.

Qualche giorno fa, nell’angolo della monnezza in Largo Purgatorio son comparsi tre bidoni verdi. Li vedete in galleria. Mi ci sono avvicinato curioso e ho letto sui fogli di carta incollati sulla loro pancia queste parole: “Raccolta differenziata. Secco, residuo, indifferenziato | Firmato: Comune di Bisceglie – Energetikambiente”.

Cominciamo dal lato positivo della cosa: gli incivili di cui sopra (e sono un signore a chiamarli così, riconoscendogli un pizzico di umanità) oggi potranno evitare di lasciare la loro immondizia all’aria aperta all’angolo della Chiesa; finalmente i ristoratori lì vicino tireranno un sospiro di sollievo, soprattutto durante  l’estate, momento in cui quella discarica in decomposizione emana un olezzo irrespirabile. Buona notizia! Sempre presupponendo che nel gioco del lancio dei sacchetti dalle biciclette cui si assiste spesso, gli “indifferenzianti” facciano centro e sempre che quei bidoni siano sufficienti a contenere tutta l’immondizia che, in quell’angolo, si accumula. Certo il forno, la lavatrice e le masserizie nelle foto mi sembrano oversize rispetto ai poveri bidoni.

Poi c’è il lato negativo della cosa: il Comune di Bisceglie (così pare) con il braccio operativo del gestore del servizio di igiene urbana ha sancito – cartelli di cui sopra alla mano – che in Largo Purgatorio vige un servizio parallelo di igiene urbana: in un unico bidone si possono buttare indifferenziata, secco e umido acconsentendo a un nuovo tipo di raccolta differenziata. Questo tipo di raccolta vale solo nel perimetro ristretto di Largo Purgatorio, un’isola delle rose (vedi film recente con Elio Germano) in acque extraterritoriali. Da oggi in poi sappiamo che non vale la pena pagare l’esosissima TARI, non vale la pena sforzarsi di fare la differenziata con i mastelli, non vale la pena andare all’isola ecologica a smaltire le masserizie e gli elettrodomestici. Basta andare il largo Purgatorio: siamo in zona extraterritoriale, in uno Stato a parte, dove vige un’autorità a parte, dove le regole non esistono, esistono solo le eccezioni.

Caro Sindaco, caro assessore all’igiene urbana… la città la si governa con l’esempio, non con le toppe. Fototrappole, sorveglianza stretta (pure privata se serve), censimento nel centro storico e non solo di chi evade la tari, di chi abita in città ma non possiede i mastelli: sono soluzioni così fantasmagoriche?

Quando scrivo queste cose, penso di essere solo un povero ingenuo. In questo paese va così da sempre. Mo’ sei arrivato tu e pretendi una Svolta? Il sistema è questo. Se non ti piace, fattelo piacere. Ingoia e zitto.

Alla faccia della bellezza deturpata. Alla faccia delle persone perbene. Poveri fessi!

Vincenzo Arena

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