Da lunedì stop quasi totale scuola, in dad 9 studenti su 10

L’espansione della pandemia in Italia, con l’aumento del numero di Regioni in zona rossa e in zona arancione, fa crescere a dismisura il numero di alunni costretti alla didattica a distanza al punto che, secondo alcuni calcoli, ben 9  studenti su 10 da lunedì non frequenteranno più le loro scuole almeno fino a dopo Pasqua. Un lockdown quasi totale per la scuola, dunque, simile a quello di un anno fa, se è vero che oltre 7,6 milioni di studenti su 8,3 milioni in totale saranno a casa e solo in pochissime regioni gli istituti vedranno ancora suonare la campanella. Ieri, nelle regioni come il Lazio in cui in queste settimane la scuola è rimasta aperta, mentre le lezioni erano ancora in corso, i presidi in alcuni istituti hanno inviato circolari chiedendo ai genitori di far portare a casa dalla scuola tutti i libri dai figli, “per avere a disposizione tutto il materiale necessario nel caso in cui non dovesse essere possibile mantenere la frequenza in presenza”.

“Nove studenti su 10 a casa è una situazione peggiore dai tempi del lockdown di un anno fa – ha detto il sottosegretario alla scuola Barbara Floridia – credo che alcune regole vadano riviste mi riferisco in particolare alle chiusure degli asili nido, delle scuole dell’infanzia e di quelle elementari. Almeno queste dovrebbero restare aperte anche nelle zone rosse”. Sulla stessa linea numerosi senatori e deputati pentastellati. Rispetto al Dpcm del 2 marzo scorso, il decreto legge in vigore da lunedì 15 marzo non prevede novità sostanziali per la scuola: in zona rossa le attività scolastiche vengono sospese in presenza in ogni ordine e grado, comprese le scuole d’infanzia. Resta garantita la possibilità di svolgere attività in presenza per gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali. Nelle zone arancioni e gialle le scuole rimangono aperte (ma con le percentuali del 50% e fino al 75% per i ragazzi delle superiori) ma i presidenti delle Regioni possono disporre la sospensione dell’attività scolastica nelle aree in cui abbiano adottato misure più stringenti per via della gravità delle varianti, nelle zone in cui vi siano più di 250 contagi ogni 100 mila abitanti in una settimana e nel caso di una eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico. Il governatore della Lombardia, Attilio Fontana ha detto di aver chiesto nuovamente al governo che venga prevista la possibilità, per i figli del personale sanitario, di proseguire la frequenza della scuola in presenza. In Puglia invece l’assessore regionale all’Istruzione ha annunciato che a breve sarà firmato un nuovo provvedimento con le disposizioni per le scuole che entreranno in vigore da lunedì prossimo in tutte le province pugliesi, con maggiori restrizioni.

Il governo  nel decreto Covid ha previsto congedi parentali retribuiti al 50% per chi abbia figli minori di 14 anni, mentre dai 14 ai 16 anni non saranno retribuiti. Arriva anche un bonus baby sitter fino a 100 euro alla settimana per i lavoratori autonomi, i sanitari e le forze dell’ordine, alternativo al congedo parentale. Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi sta lavorando per individuare risorse e strumenti per interventi di potenziamento dell’offerta didattica anche digitale. “Il Governo continua a chiudere attività come ristoranti e palestre, invece di potenziare il trasporto pubblico, impedisce ai bambini e ai ragazzi di andare a scuola anziché mettere in sicurezza anziani e persone fragili, non investe come dovrebbe sull’assistenza domiciliare”, è la critica di Giorgia Meloni (FdI).

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