Verso uso 118 a domicilio per vaccinare persone fragili

Anche gli equipaggi medico-infermieristici del 118 nella campagna di vaccinazione di massa intensiva. L’ufficio di Gabinetto del Commissario per l’emergenza, Francesco Paolo Figliuolo, ha scritto al presidente della Sis 118 Mario Balzanelli rispondendo alla proposta di vaccinare a domicilio i fragili e le persone non autosufficienti con l’uso di automediche e medici e infermieri fuori servizio, 24 ore al giorno, 7 giorni su sette e anche durante i festivi. Nella lettera della struttura commissariale l’aiuto offerto dal 118 viene tenuto in conto poiché, si legge, “c’è l’obiettivo di realizzare un fronte d’arresto alla diffusione del virus concentrandosi su grandi hub per garantire la somministrazione di ingenti quantità di vaccini, e si rende necessario sostenere anche uno sforzo più capillare di penetrazione sul territorio. In tale ambito, la proposta del 118 sarà presa in considerazione e messa in sistema con le ulteriori disponibilità pervenute”.

Gli equipaggi del 118 – spiega il presidente della Sis 118 – rappresentano la migliore garanzia di sicurezza in caso di eventi avversi rilevanti. Possiamo vaccinare a casa non solo i soggetti anziani con polipatologie, ma anche pazienti con malattie neurodegenerative, diversamente abili, le persone con malattie neoplastiche, tutti gli allettati”. Non solo: Balzaneli, ringraziando il generale Figliuolo per la risposta immediata, delinea anche la disponibilità del 118 “a vaccinare tutti coloro che sono in grado di raggiungere i punti vaccinali all’interno delle postazioni medicalizzate fisse (Punti di primo intervento), all’interno dei quali si dispone di spazi e letti tecnici per eventuali esigenze di breve monitoraggio clinico”. Sull’argomento interviene il presidente della Federazione degli Ordini dei medici Filippo Anelli: “Tra i medici c’è una gara di disponibilità e una generosità commoventi. Ci sono praticamente 200mila medici vaccinatori, compresi i medici cattolici, che hanno dato la più ampia adesione. Il mondo medico c’è tutto. Ma quello che manca è un vero progetto unitario nel Paese che consenta di utilizzare effettivamente sia la disponibilità dei vaccinatori che dei vaccini”. E aggiunge: “Ad oggi non sappiamo quali sono i modelli sulla base dei quali si stanno organizzando le Regioni. Non solo, bisogna fare chiarezza anche sulle priorità e su chi deve indicare i nomi dei cittadini che hanno diritto prioritario al vaccino. Per quanto mi riguarda sono un medico di famiglia e lavoro in Puglia, ma finora non ho ricevuto una sola dose di vaccino da inoculare”.

La Società italiana sistema 118 intanto annuncia che per la metà di aprile presenterà le sue nuove “Linee di indirizzo nella strategia di contrasto sul territorio alla Covid-19”, anche sulla base della diffusione delle varianti. In particolare sono due le indicazioni per contrastare il contagio, la prima riguarda la protezione dal virus, l’altra i tempi della campagna vaccinale: “Rinforzare, particolarmente in questa fase 3, la protezione individuale rendendo obbligatorio per tutti i cittadini l’uso di mascherine davvero efficaci nel filtrare il passaggio del virus, ossia le Ffp2, e abolendo l’utilizzo di tutte le altre. Proteggere gli occhi con gli occhiali o visiere anti goccioline in tutti i contesti in cui non si può mantenere la distanza di sicurezza di un metro (bus, metropolitana, scuola, contesti lavorativi) perchè gli occhi sono una delle vie di maggiore possibile contagio”. La Sis 118 insiste inoltre sulla necessità di “varare ritmi di vaccinazione di massa intensivi” Balzanelli infine sottolinea: “Ho contratto il virus in servizio, assistendo i pazienti nella stazione Covid del 118 presso dell’ospedale Moscati di Taranto e sviluppando una polmonite bilaterale grave. Non ho fatto in tempo a recuperare e il Covid si è portato via mia madre. Personalmente se verrò coinvolto intendo vaccinare gratuitamente tutti coloro che ne hanno bisogno con un pensiero proprio a mia madre”.

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