Elezioni Puglia, Tar: soglia 4% evita polverizzazione consenso

“Non si tratta di conculcare il diritto dei cittadini che hanno votato liste sottosoglia di essere rappresentati nel massimo organo di governo, ma di evitare la polverizzazione del consenso che, di per sé, rappresenta un coefficiente di difficoltà per la stabilità delle maggioranze. Proprio la stabilità della maggioranza è considerata un valore rilevante ed è proprio in nome di essa che il sistema elettorale pugliese subisce una virata in senso maggioritario”.

Così i giudici del Tar Puglia motivano l’accoglimento del ricorso presentato da Domenico De Santis, candidato del Pd non eletto alle ultime elezioni Regionali del settembre 2020, sulla attribuzione del premio di maggioranza e sulla conseguente diversa ripartizione dei seggi. In particolare i giudici hanno condiviso la tesi in base alla quale alla maggioranza spettano 27 seggi e non 29 perché, come già rilevato accogliendo precedenti ricorsi dell’opposizione, non possono contribuire alla percentuale complessiva dei voti validi quelli ottenuti dalle liste che non hanno superato la soglia di sbarramento del 4%. “La legge della Regione Puglia non fa altro che correre su binari tracciati dalla legge statale. E’ ovvia constatazione – spiegano i giudici – che il sistema maggioritario ha un effetto selettivo, nel senso che l’accesso alle aule parlamentari viene consentito esclusivamente a chi ottiene più voti nei collegi, e quindi solo alle forze politiche maggiori. Invece, tutte le forze minori, anche all’interno della stessa coalizione vincente, pur ottenendo percentuali anche significative di voti, non raggiungendo la maggioranza nei singoli collegi, non avranno rappresentanza parlamentare. Il grado di selettività del sistema maggioritario è dato anche dalla presenza della clausola di sbarramento”. La Prefettura di Bari e’ incaricata di provvedere alla nuova ripartizione dei seggi. Si tornerà in aula l’8 luglio per la correzione del risultato elettorale e la proclamazione degli eletti.

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