Confcommercio Bisceglie: “Non ci sono più ristori che tengano, fateci riaprire e lavorare”

“Questo è il momento di riprendere a lavorare, gli operatori commerciali di tutti i settori ne hanno bisogno. Ed è un loro diritto. Ristori e sostegni non servono e non bastano più. L’emergenza sanitaria preoccupa tutti, noi compresi. Ma così non si può più andare avanti. Siamo pronti, così come abbiamo fatto da sempre, a rispettare tutte le regole previste da tutti i colori delle zone, rossa, arancione e gialla ma è il momento di tornare a lavorare, solo questo serve”. Lo dice Leo Carriera, direttore Confcommercio Bari-Bat commentando le misure contenute in una delibera approvata dalla Giunta Comunale di Bisceglie (nella riunione del 16 marzo scorso) relative alla protezione sociale per soggetti e famiglie colpiti dall’emergenza sanitaria del Covid-19. Si tratta di decisioni prese per arginare le conseguenze socio-economiche della pandemia a favore anche degli imprenditori.

 

In particolare, l’ Amministrazione Comunale ha previsto un sussidio da spendere presso le attività commerciali con domicilio fiscale a Bisceglie (aventi determinati codici ATECO) che si convenzioneranno con il Comune, da erogarsi una tantum a singoli e nuclei familiari che si trovano a vivere situazioni particolari. In favore, per esempio di coloro che abbiano la principale fonte di reddito derivante da alcune attività e che dichiarino di aver subito, nel periodo a partire da marzo 2020 ad oggi, una riduzione significativa del proprio reddito pari o superiore al 30% rispetto a pari periodo del 2019.

 

“A nostro avviso queste misure forse giungono un po’ in ritardo ma comunque in questo momento servono a ben poco. Oltre al fatto che alcune partite iva potrebbero essere fuori dal limite percentuale stabilito per le perdite. Per questi riteniamo che la cosa necessaria sia invece che si pongano le condizioni affinché si riapra in sicurezza. Ormai la situazione è tale che non ci sono più ristori che tengano, la gente vuole riaprire responsabilmente le proprie attività perché ci sono i fitti da pagare, le utenze da saldare. Questo è lo scenario. E questo è anche ciò che i cittadini devono sapere. Perché per ogni saracinesca di attività commerciale abbassata per via delle restrizioni c’è una situazione complicata che pesa come un macigno sulle spalle degli imprenditori e dei loro dipendenti, costretti ad accontentarsi di quei pochi soldi della cassa integrazione. Di qui il rinnovo del nostro appello al rispetto delle regole, così come i titolari delle attività commerciali stanno facendo garantendo il rispetto dei protocolli anti-Covid e ad evitare qualsiasi forma di assembramento. E poi l’invito a tutti i livelli è quello di accelerare sulle vaccinazioni, anche per la categoria dei commercianti così da mettere in sicurezza il comparto e riaprire”, conclude Carriera.

 

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