Vecchie Segherie: sabato 25 Alessandro Zan, con Nunzia De Girolamo, presenta Senza Paura, la nostra battaglia contro l’odio

Spazio all’attualità con uno dei protagonisti della scena politica e del dibattito pubblico degli ultimi mesi. Sabato 25 settembre ore 20.00 scalinata di via porto, Vecchie Segherie Mastrototaro di Bisceglie ospitano  Alessandro Zan in un dialogo con Nunzia De Girolamo per presentare Senza Paura, la nostra battaglia contro l’odio, edizioni Piemme, con un intervento musicale del gruppo Ricchitoni (ingresso libero per accedere è necessario essere muniti di GREEN PASS e prenotarsi a questo link: https://forms.gle/UFQiDtFnNnp5jYkU9). Alessandro Zan, relatore del disegno di legge che porta il suo nome, ha avanzato in Parlamento una proposta che sta spingendo un dibattito e una forte partecipazione. Questo libro è molte cose insieme: un racconto autobiografico intimo e privato in cui l’autore condivide con il lettore il suo percorso faticoso ma consapevole di militante Lgbt, ma anche una spiegazione delle necessità di una legge che combatta l’odio, l’omotransfobia, la misoginia, l’abilismo. Partendo, però, da un presupposto chiaro: questa è una legge a tutela di tutti. Per amare chi si vuole, senza paura. Per essere se stessi, senza nascondersi. “Senza paura” è il grido gioioso e determinato di un Paese che vuole cambiare davvero. Alessandro Zan, nato a Padova nel 1973, è un politico e attivista Lgbt+. Da sempre in prima linea nella lotta per i diritti civili, nel 2006 come consigliere comunale ha ottenuto il primo registro anagrafico per le coppie di fatto in Italia. Ora, come deputato, è il relatore del disegno di legge contro l’omofobia, la transfobia, la misoginia e l’abilismo chiamato Ddl Zan.

Domenica 26 settembre invece Vecchie Segherie Mastrototaro ospitano in libreria Marco Petrella e Filippo Golia che presentano la graphic novel  il bacio fantasma, amori, poesia e follia di Richard Brautigan, edizioni Mattioli 1885, accompagnati da Giorgia Antonelli. A metà strada tra il pop dei Beatles, il beat e il nascente movimento hippie, Brautigan non faceva davvero parte di nessun gruppo: era piuttosto un poeta ingenuo e spontaneo come i lirici greci – che amava molto – sofisticato come gli autori di haiku giapponesi e visionario come i surrealisti francesi. Alle spalle un’infanzia difficile ma libera tra le foreste e i fiumi dell’Oregon dove, un po’ Huckleberry Finn un po’ Nick Adams, già andava a pesca, anche per sopravvivere; tanti lavori tra i più umili, una famiglia disfunzionale, che aveva tentato di sostituire con altre; infine, un grande amore – Linda – che lo aveva respinto. E tutto questo, in fondo una comune adolescenza a stelle e strisce del dopoguerra, era confluito nel trauma dell’internamento in manicomio e dell’elettroshock. Brautigan si toglie la vita nel 1984 a Bolinas, in California, a 49 anni.

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