Donne. Il Consiglio Comunale di Bisceglie dice “sì” a stop Tampon Tax

Il consiglio comunale di Bisceglie, nella seduta del 29 settembre scorso, ha approvato la mozione in favore della riduzione dell’Iva sui prodotti igienico sanitari femminili su proposta della maggioranza, illustrata dal consigliere Giuseppe Ruggieri. La massima assise comunale, raccogliendo quindi l’invito di Anci Puglia e dell’Assessora al Welfare della Regione Puglia, Rosa Barone, all’unanimità dei presenti ha deliberato così di:

  • aderire al movimento nazionale “Stop Tampon tax”, condividendone gli obiettivi;

·        impegnare l’ente ad intraprendere ogni iniziativa ritenuta opportuna per sensibilizzare la cittadinanza e gli operatori commerciali sull’argomento e sulla campagna “Stop Tampon tax”;

·        sollecitare il Governo ed il Parlamento a prevedere un’immediata riduzione dell’aliquota, attualmente al 22%, per arrivare poi alla totale detassazione dei beni essenziali alla salute ed all’igiene femminile e dei pannolini per bambini (quest’ultimo aspetto dei pannolini integrato accogliendo un emendamento dell’opposizione);

·        richiedere alla Regione Puglia di affrontare ed approfondire il fenomeno della “povertà mestruale”, anche, eventualmente, attraverso uno studio qualitativo delle fasce economicamente a rischio, e prevedere un piano di agevolazioni economiche per l’acquisto di prodotti sanitari e igienici femminili per le fasce più deboli;

·        impegnare il Comune a favorire l’installazione di distributori di prodotti igienico-sanitario femminili a prezzo agevolato secondo la campagna “Stop Tampon tax” nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, attraverso apposite convenzioni con le farmacie cittadine o altri operatori commerciali.

“Non è concepibile che i prodotti igienici femminili essenziali durante il ciclo mestruale (come assorbenti interni, esterni, coppette mestruali) siano paragonabili a beni di lusso e abbiano l’IVA al 22%”, ha commentato il Sindaco di Bisceglie, Angelantonio Angarano. “È il caso che, come sta avvenendo in tutta Europa e in tutto il mondo, si riduca e progressivamente elimini l’IVA su questi presidi di prima necessità facendo fronte alla cosiddetta ‘period poverty’, l’impossibilità economica di potersi garantire un’igiene adeguata durante tutto il periodo mestruale attraverso appositi dispositivi sanitari. È una battaglia di civiltà, equità fiscale, uguaglianza, con importanti ricadute sul piano culturale e sulla salute delle donne”.

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