Inaugurata “Casa Barbiana” e intitolata la struttura Caritas dei Cappuccini a don Maurino Monopoli

Autorità religiose e civili, Associazioni vicine alla Caritas, volontari e cittadini comuni hanno voluto manifestare la loro vicinanza alla Caritas venerdì 8 ottobre alle ore 17,30 per il nuovo Progetto di sostegno alle fasce più deboli della città: l’inaugurazione di “Casa Barbiana”, una casa -alloggio sociale.

Il responsabile della Caritas cittadina dott. Sergio Ruggieri ha dato il benvenuto a tutti i presenti che hanno affollato il salone dei Cappuccini ricordando i due eventi, intitolazione della struttura Caritas a don Mauro Monopoli e inaugurazione della “Casa Barbiana” nel primo piano della medesima struttura, il nome di casa Barbiana fa riferimento, chiaramente, alla scuola di Barbiana di Don Lorenzo Milani.

La benedizione di S.E. Arcivescovo Leonardo D’Ascenzo e il plauso dell’assessora ai Servizi sociali del Comune di Bisceglie, avv. Roberta Rigante, insieme agli auguri del Direttore diocesano della Caritas, diacono Ruggero Serafini; sono stati gli interventi che hanno sottolineato come l’emergenza abitativa sia uno degli aspetti delle povertà che affliggono la nostra società oggi e naturalmente anche Bisceglie.

L’assessora Rigante ha evidenziato come la mancanza della casa è una emergenza a cui il Comune sta dando particolare attenzione ma che deve essere presa in carico da tutta la comunità; ha sottolineato inoltre come sia ambizioso ma altamente ammirevole e condivisibile il percorso che la Caritas si pone nell’offrire non solo una casa ma anche un reinserimento nella società di quanti saranno accolti. L’avv. Rigante ha preannunciato, infine, uno studio che sarà commissionato all’Università di Bari per analizzare le povertà presenti sul territorio cittadino.

Mons. D’ascenzo si è soffermato sulla concretezza che l’opera della Caritas dà alle parole di Cristo e del Vangelo: prendersi cura degli altri apre alla vita e dà speranza. Oggi tale concretezza si rileva attraverso l’attività instancabile e mai venuta meno durante la pandemia e l’alloggio sociale, ennesima dimostrazione della validità della donazione dell’8xmille, ma anche nel fare memoria di chi, come don Mauro Monopoli, ha dato concretezza nel passato.

Don Franco Lorusso ha ricordato le tappe fondamentali della vita di don Mauro Monopoli. Insegnante di matematica presso il Seminario minore di Bisceglie e di religione presso i tre istituti superiori (Liceo scientifico, Tecnico commerciale e Professionale). Tra i suoi meriti ricordiamo l’incarico di cancelliere vescovile della Curia diocesana per 17 anni, la fondazione dell’Oratorio don Bosco nelle vicinanze del convento di s. Vincenzo de’ Paoli delle “Figlie della Carità”, di cui fu Rettore. Dopo essere stato viceparroco presso s. Lorenzo e Madonna di Passavia, dal 1960 al 2001 resse come abate-parroco la Collegiata di s. Adoeno. Importanti, infine, gli incarichi come Direttore della Caritas arcidiocesana dal 1987 al 1997 e Vicario Episcopale dal 1994 al 1999.

La presenza di molti aderenti all’Associazione Oratoriani “giovani da molto tempo”, (come li ha chiamati Ruggieri,) si è fatta sentire con gli applausi al loro fondatore.

Il prof. Carmine Panico e la psicologa, dott.ssa Piera La Notte, rispettivamente presidente ed operatrice insieme all’assistente sociale dott.ssa Gaia Maraia della Cooperativa “Mi stai a cuore”, alle quali è affidata l’organizzazione e la gestione della casa alloggio, hanno illustrato fondi, modalità di accesso e accompagnamento degli ospiti della Casa Barbiana.

Dai fondi dell’8permille sono stati stanziati da Caritas nazionale140mila euro, dopo l’approvazione del progetto, che sono serviti per l’adeguamento degli interni e l’acquisto di nuovi mobili che arredano le 11 stanze, la cucina, i bagni e gli spazi comuni oltre che per l’attività degli operatori. Sono spazi accoglienti, pitturati con colori allegri e vivaci, arredati con semplicità e gusto, e saranno quindi di buon augurio per quanti vi saranno ospitati. Mentre la Diocesi ha finanziato con circa 110.000 euro la sostituzione di tutti gli infissi e l’impermeabilizzazione del terrazzo, interventi urgenti per la conservazione dell’immobile.

Saranno prese in considerazione segnalazioni provenienti dai servizi sociali territoriali, dalle Caritas parrocchiali e dalle realtà del Terzo Settore.

Alle dottoresse La Notte e Maraia il compito di ascolto dei bisogni attraverso il colloquio introduttivo, elaborazione di un “progetto di vita” che porti all’accettazione del regolamento della Casa e la preparazione delle tappe di un reinserimento sociale e lavorativo: il supporto socio-psico- assistenziale non mancherà durante la ricerca attiva del lavoro e di un’abitazione stabile.

La benedizione delle persone e dei locali della Casa alloggio ha concluso la sobria cerimonia: la Caritas conta ancora una volta sull’appoggio della cittadinanza per continuare questo arduo percorso, sicura che non verrà meno, come già è avvenuto in passato, infatti da sola la Caritas potrà fare ben poco, perché è solo la solidarietà di tutta la comunità che fa la differenza tra una società dello “scarto” e una società dell’inclusione.

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