Diventa mamma partorendo nel parcheggio dell’ospedale Di Venere. Storia a lieto fine per donna biscegliese

Una storia di emergenza con lieto fine è stata raccontata dal sito barinedit.it e sebbene ambientata nel capoluogo pugliese, riguarda una cittadina di Bisceglie. Emergenza e maternità, perché la storia finisce con la nascita di un bambino avvenuta dentro l’abitacolo di un’auto in sosta nel parcheggio dell’ospedale “Di Venere”, dato alla luce proprio dalla neo-mamma di Bisceglie. Di seguito il testo dell’articolo.

«La sua testa era già fuori di qualche centimetro, per fortuna sono arrivata in tempo e in due minuti il piccolo è venuto al mondo». Sono le parole di Silvia, ostetrica barese, che la notte del 26 novembre scorso ha aiutato una donna a mettere alla luce il proprio bimbo nel parcheggio dell’ospedale Di Venere di Bari. Il parto è infatti avvenuto nell’auto della mamma, la quale non ha fatto in tempo a raggiungere il reparto di Ginecologia vista la “fretta” che aveva suo figlio di nascere.
La storia è questa.

Sono le 4.32 quando al citofono del pronto soccorso del Di Venere suona un uomo chiedendo aiuto: sua figlia è in macchina e il bimbo che porta in grembo ha già iniziato ad “affacciarsi” con la testolina.

A rispondere alla chiamata è la giovane ostetrica Silvia, che capisce come non ci sia il tempo per trasportare la donna in reparto. L’unica soluzione è quella di portare a termine il parto in auto. E così, dopo aver indossato un paio di guanti, si catapulta al piano terra per ritrovarsi in men che non si dica all’interno della macchina della signora, in quel momento stesa sul sedile anteriore. Nel veicolo ci sono anche padre, madre e sorella della donna, tutti intenti a incoraggiarla.

«Mi sono ritrovata davanti a una situazione a dir poco “inedita” – racconta Silvia –. Ero un po’ tesa, vista anche la posizione scomoda in cui avrei dovuto operare, ma in realtà non c’è stata molta possibilità per pensare: il capo del piccolo era infatti già “incoronato”, ovvero fuori di qualche centimetro. Ho fatto a malapena in tempo a dire qual era il mio nome e ho agito. Sono però bastate due spinte della madre per far venire al mondo il bambino. E a quel punto siamo tutti scoppiati in un pianto liberatorio».

Alle 4.34 il neonato era così già in braccio alla sua mamma. Il parto è infatti durato solo due minuti, scanditi dal ritmo delle “quattro frecce” dell’auto. «Mi ricordo perfettamente dell’orario perché l’ho visto sul cruscotto della macchina –ci dice l’ostetrica–. Rammento anche di aver pensato al proprietario del veicolo, la cui tappezzeria era decisamente “segnata” dallo straordinario evento».

Subito dopo madre e figlio sono stati portati in ospedale, dal quale sono stati dimessi dopo qualche giorno. «Il piccolo sta benissimo –dichiara Silvia–, alla fine è stato una nascita quasi “normale”. Certo, a me non era mai capitata una cosa del genere e sono contenta di essere riuscita a non perdere la calma, aiutando la donna a portare a termine il parto. Spero che questa sia l’occasione per comprendere l’importanza del lavoro di noi ostetriche: a Bari continuiamo a essere troppo poche rispetto alle migliaia di bambini che nascono ogni anno».

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