Giuseppe Selvaggi: Albero o presepe? Nel dubbio entrambi!

Lo spirito del Natale passato è una rappresentazione indefinita, luminosa nei miei ricordi, a tratti nostalgica, un sorta di incrocio tra un io ancora bambino e un io nel presente. Se solo chiudo gli occhi mi si mostrano i Natali vissuti anni prima.

Lo spirito del Natale passato mi conduce alla mia infanzia e poi a quella delle mie figlie, sia prima che dopo per interposta persona ho vissuto le stesse emozioni e trepidazioni. L’emozione dell’attesa, i riti collettivi e di famiglia …. la famiglia era il Natale.

La notte del 24, mentre molti gozzoviglieranno e si scambieranno doni, mentre nelle case dove la tradizione ancora sopravvive il più piccolo della famiglia in una improvvisata processione porrà il Bambinello nella mangiatoia, io con mia moglie spero di avere animo di uscire dalla casa paterna per recarmi in Chiesa (la Cattedrale di Bisceglie nell’antico borgo) a festeggiare ritualmente la nascita del Signore, saranno le uniche poche ore in cui sentirò veramente di vivere questa ricorrenza.

Se avessi un caminetto in casa, il calore proveniente dalla fiamma sarebbe il segnale che il Natale si avvicina, intorno tutti noi, anche chi non c’è più, nella mia fantasia le anime dei cari si rappresenterebbero  attraverso il crepitio della fiamma viva a trasmettere segnali di presenza.

Più passa il tempo e più sento solo freddo, nella mia mente aleggia lo spirito dei Natali passati, intorno alla fiamma, sempre meno calore.

Ma tu sei per l’albero o il presepe?

Personalmente preferisco il presepe, montato e ambientato secondo il mio stato d’animo, sono io a stabilire chi ci deve essere, quanti animali e quanti personaggi dando ad ognuno di essi un nome mutuato dalle mie quotidiane frequentazioni.

Il presepe però è poco commerciale, dove li metti i regali? Allora, facciamo anche l’albero, mette allegria dicono, sicuramente piace alla mia gatta che di notte fa gli assalti per conquistarsi una pallina colorata con cui giocare.

Non c’è una data precisa per fare l’albero!! c’è chi lo fa per i primi di dicembre la maggior parte l’8..chi alla fine di novembre e chi addirittura pochi giorni prima del natale!!!…  Una persona lo fa quando si sente di farlo! quando dentro di se spera che la ripetizione di gesti già consumati abbia il potere di ridestare il fanciullo che dorme in ognuno di noi.

L’ALBERO E’ STATO RIPORTATO IN CASA, DOBBIAMO ADDOBBARLO, POI MI DEVE VENIRE LA VOGLIA DEL NATALE.

Qualcuno mi ha sussurrato che il Natale è uno stato d’animo a cui bisogna predisporsi. Essere più buono, più tollerante, più ….. non sarà troppo? Anche quest’anno devo farmi piacere questa finzione, auguri, auguri e poi …. Non è strano che a Natale qualcosa ti faccia rattristare tanto? Non so esattamente cosa ma è qualcosa. Scambio di doni, ore e ore dedicate all’ingordigia, all’ubriachezza, al sentimentalismo più melenso, alla noia generale e a domestiche virtù. E’ solo un giorno, è un giorno in cui spero ogni anno di ritornare fanciullo e di emozionarmi durante la messa della notte che lo precede … poco dopo, il giorno di Natale, il solito copione: auguri, auguri.  Poi, passata la festa, i buoni propositi verrano rimossi, come l’albero di natale e conservati per la prossima buona occasione.

GIUSEPPE SELVAGGI

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