Costruzione 5mila loculi? E’ tutto fermo, il Sindaco non affida i lavori. Intanto al Cimitero c’è il rischio di esplosione delle bare

Il 13 luglio 2020 l’anac (autorità nazionale anticorruzione) comunicava al Comune di Bisceglie che si stava procedendo per attivare procedure sanzionatorie per gli evidenti errori della commissione aggiudicatrice dell’appalto per la realizzazione dei 5000 Loculi all’isola 3 del cimitero.

Il Comune, il 24 agosto, di tutta fretta, annullava in via di autotutela la aggiudicazione e riaggiudicava la gara di appalto ad altra ditta inizialmente esclusa.

Sono passati due anni da quel momento e il comune incoscientemente, non solo non ha provveduto a far eseguire i lavori e a dar corso al l’aggiudicazione firmando il contratto per la realizzazione dei loculi, ma addirittura ha completato a interrare le salme proprio nell’isola 3 dove si sarebbero dovuti eseguire i lavori di costruzione dei nuovi loculi.

Mentre per le lampade votive si è proceduto all’esecuzione anticipata del contratto di appalto, per la realizzazione dei 5000 loculi tutto è fermo da due anni e il Comune ha riprogrammato nel frattempo la realizzazione dei 5000 loculi, quasi un nuovo cimitero nel centro abitato tra le villette adiacenti Carrara la Salata, accanto alla vecchia perimetrazione cimiteriale.

Insomma, il Sindaco naviga a vista su questa questione che, ora dopo ora, si sta facendo seria (LEGGI QUI), grave e potrebbe portare la città di Bisceglie alla ribalta, in negativo, su tutti i media mondiali.  Tra qualche giorno la situazione che vede bare su bare accatastate tra obitorio, sala riconoscimento e Cappella diventerà insostenibile: gli addetti ai lavori della Cooperativa che si occupa della questione cimiteriale consigliano a parenti e amici dei defunti “parcheggiati” all’ingresso del Campo Santo di «non entrare nelle stanze dove sono presenti le salme, perché il male odore è insopportabile e c’è anche il rischio che i gas generati dalla decomposizione dei corpi dei defunti possano provocare l’esplosione delle bara». Come accadde al Cimitero di Maddaloni in Campania,  o a Rotoli e a Palermo in Sicilia, qualche tempo fa, quando -nel giro di pochi giorni- esplosero numerose bare,  con liquami organici che fuoriuscivano invadendo il suolo cimiteriale.  

Intanto, continuano le proteste delle copiose famiglie – alle quali ogni giorno che passa, se ne aggiungono altre- che rivendicano il diritto alla sepoltura dei propri cari. La Magistratura potrebbe aver aperto fascicoli e avviato inchieste  mentre, se la situazione precipita come prevediamo e denunciamo da tempo, entro pochi giorni,  qualcuno potrebbe finire sotto processo, in Tribunale. 

MAURIZIO RANA

(immagine di repertorio)

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