La scrittrice Edith Brucksi racconta davanti a tantissimi ragazzi a “Le Vecchie Segherie” di Bisceglie
Più di tanti libri e di tante pagine studiare sui banchi di scuola,fanno le testimonianze e gli esempi di vita vissuta.
È stata un’emozione indescrivibile poter ascoltare dalla voce di Edith Bruck la testimonianza sincera e diretta di una delle pagine più atroci della storia dell’uomo, che la scrittrice ungherese ormai da decenni racconta nei libri, nelle poesie, nelle conversazioni pubbliche, in quella lingua, l’italiano, che non è la sua, ma che tuttavia le ha consentito di tenere sempre alla giusta distanza l’incandescenza dolorosa e angosciante del ricordo.
Cento ragazzi e ragazze del percorso I SoGNALIBRI hanno potuto rivolgere alla signora Bruck le loro domande, preparate dopo aver attentamente letto il libro “Il Pane Perduto” (La Nave di Teseo) sotto la guida dei tutor. Anche loro, come i promotori dell’iniziativa, conserveranno nel cuore le parole di chi è riuscito, nonostante le atrocità viste e subite, a conservare l’attaccamento alla vita di quando era solo una bambina, non permettendo mai all’odio e alla sete di vendetta di prevalere.
Edith Bruck ha raccontato ai numerosi ed attenti presenti che, dopo essere scappata con sua sorella dal campo di Bergen Belsen, ha ricominciato a vivere pensando a cinque piccoli gesti di umanità che aveva incontrato nell’orrore generale, a cinque luci nel buio che avevano “illuminato” la lunga prigionia e che le avevano permesso di sperare ancora nel bene. ” “Utilizzeremo anche noi la sua preziosa testimonianza come una luce in grado di illuminare il nostro cammino, per non dimenticare mai che per vivere in pace non c’è altra soluzione che smettere di odiare“, dicono gli organizzatori.
E concludono:”Grazie alle Vecchie Segherie Mastrototaro per averci ospitato ancora una volta all’interno della libreria più bella d’Italia“