Rifiuti abbandonati sulle piazzole di sosta della Statale 16: Anas, Comune di Trani e di Bisceglie rispondono all’esposto denuncia

Dopo la segnalazione inviata nel mese di agosto dal Movimento civico Articolo97, Associazione Ripalta Area Protetta – Federazione Nazionale Pro Natura ed Associazione “Io Ci Sono!” e il successivo sollecito a rispondere inviato da Pro Natura, finalmente sono arrivate le risposte del Comune di Trani e dell’Anas.

Nell’istanza recapitata all’indirizzo della Prefettura della BAT, all’Anas, al Dipartimento di Prevenzione dell’ASL BAT e ai comuni di Bisceglie e Trani chiedevano la rimozione dei rifiuti abbandonati illegalmente nelle piazzole di sosta della SS16, ai sensi dell’art. 14 del Codice della Strada, la bonifica dei siti direttamente o indirettamente inquinati dai rifiuti abbandonati nelle aree segnalate in ossequio all’art.192 del D.Lgs 152/06, la valutazione del rischio igienico sanitario derivante dall’abbandono dei rifiuti e l’intensificazione della sorveglianza.

LA RISPOSTA DEI COMUNI

Il primo a rispondere è stato il Sindaco di Trani avv. Amedeo Bottaro che ha chiesto all’Anas di risolvere la situazione asserendo: “In merito alla nota in oggetto emarginata si chiede un pronto intervento, rientrando le questioni poste nelle strette competenze degli organi in indirizzo”. Dello stesso tenore la risposta del Sindaco di Bisceglie dott. Angelantonio Angarano: “Con riferimento alla nota in epigrafe, stante le Vs competenze in relazione al problema ivi evidenziato, si chiede un pronto e risolutivo intervento” In pratica i Primi Cittadini hanno chiesto all’Anas di rimuovere i rifiuti in quanto ciò rientra nelle sue competenze.

L’ULTIMA RISPOSTA DELL’ANAS

Secondo l’Anas “La formazione di vere e proprie discariche a cielo aperto lungo ed in prossimità della viabilità gestita, rappresenta non soltanto il degrado per la sede stradale e per le aree circostanti, ma lede l’immagine aziendale di Anas, oltre a comportare un danno ambientale”. L’Ente, dichiarando che effettua pulizia e manutenzioni delle piazzole, afferma che “il continuo reiterarsi del fenomeno, in aggiunta al mancato controllo del territorio e alla gestione dei rifiuti, non in linea con le indicazioni di smaltimento imposte dai Comuni e dalla normativa di riferimento, determinano un ingente dispendio di risorse economiche detratte dall’assegnazione annua manutentiva e vanificano le attività messe in atto”. Secondo l’Anas il fenomeno dell’abbandono abusivo dei rifiuti è “del tutto estraneo a responsabilità ascrivibili a compiti istituzionali”. In conclusione, ecco la buona notizia “sono stati recentemente consegnati i lavori di pulizia delle aree di pertinenza dell’Anas nei territori della Provincia di Barletta-Andria-Trani, Bari e brindisi. Le lavorazioni sono state avviate e proseguiranno fino ad esaurimento delle disponibilità finanziarie”.

L’ANAS NEL 2018

A dirla tutta, avevamo già ricevuto una risposta da Anas ad una analoga segnalazione già nel 2018, ma di tenore diverso. 4 anni fa l’Ente affermava che “nessuna norma di Legge impone ad Anas lo svolgimento di specifiche attività inerenti la gestione complessiva dei rifiuti materia questa di interesse igienico – ambientale del tutto estranea ai doveri istituzionali della Società, finalizzati, come ben noto, alla sola tutela della sicurezza della viabilità (…….) Certamente una proficua collaborazione Anas – Comune di Bisceglie, con ripartizione dei compiti, potrebbe senz’altro favorire un maggior decoro della strada, a tal riguardo si segnala che il Protocollo di Intesa  datato 2 ottobre 2017 – già inoltrato anche a codesto Comune,  giusta nota Anas n.520301 del 17/10/2017 – consente un efficace coordinamento tra Anas,  Regione Puglia ed Enti Locali per  lo svolgimento delle attività di rimozione e smaltimento rifiuti lungo le strade statali all’interno dei territori comunali”.

FACCIAMO IL PUNTO

L’Anas pulirà, ma non dice quando lo farà e se i fondi stanziati basteranno. Noi di Pro Natura seguiamo questa vicenda da diversi anni e continuiamo il nostro impegno alla ricerca di una risoluzione, per questo ci sentiamo in dovere di evidenziare alcuni aspetti. Innanzi tutto, sembra tramontata definitivamente l’ipotesi di un accordo tra gli Enti affinché potesse diventare operativo il protocollo di intesa siglato nel 2017. Questo avrebbe probabilmente risolto il problema, anche perché in altre regioni (come il Veneto) questi protocolli funzionano bene. Se è vero che l’Anas si è impegnata ad una ordinaria manutenzione delle aree di sua competenza, in assenza di sorveglianza delle Forze dell’Ordine l’abbandono dei rifiuti continuerà senza soluzione di continuità. Per questo chiediamo che si  installino le postazioni per la videosorveglianza e che si individuino i trasgressori, infliggendo loro le sanzioni previste.

La risposta dell’Anas inoltre evidenzia che l’abbandono abusivo dei rifiuti ha ripercussioni negative sull’ambiente, sull’igiene dei siti, sul paesaggio e sulle finanze pubbliche. In questi anni abbiamo constatato che le piazzole di sosta e le aree di pertinenza sono pulite sporadicamente e appare quanto mai necessario valutare se i terreni circostanti sono stati inquinati e se la salute dei cittadini è stata minacciata, anche in considerazione del fatto che vengono abbandonati non solo sacchetti di spazzatura domestica ma anche rifiuti speciali come pneumatici, elettrodomestici e scarti edilizi.

COSA FARE?

Appare dunque necessario intensificare e potenziare i controlli, soprattutto della Polizia locale, anche con i mezzi tecnologici a disposizione.

Ci teniamo a ringraziare il comune di Trani e l’Anas per le cortesi risposte e il “garbo istituzionale” dimostrato e li invitiamo a sviluppare una collaborazione più proficua, anche coinvolgendo gli altri comuni e le altre Autorità (che sino ad oggi hanno omesso di rispondere alle nostre istanze) perché solo un accordo può eliminare definitivamente il problema.

Quando riceviamo le risposte alle nostre istanze riusciamo ad analizzare le situazioni e a proporre delle soluzioni commisurate e congrue. Il silenzio degli Enti interpellati, invece, accresce le incertezze e non favorisce il dialogo con le realtà associative locali. Noi di Pro Natura continuammo a credere nella democrazia partecipata e che il Terzo Settore sia uno dei pilastri della nostra società.

 

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