Dalla Caritas il resoconto del Pranzo di Natale

Per il nono anno consecutivo le Vecchie Segherie Mastrototaro hanno ospitato la festa di Natale Caritas. “E’ un modo per fare memoria di nostro padre, pietra miliare di questa impresa, che ci ha lasciato proprio il giorno di Natale” ci ha detto Mauro Mastrototaro presente all’evento “e vivere un momento conviviale, festa gioiosa e fare solidarietà”.

Quest’anno i numeri e le foto parleranno più delle parole:

circa 180 utenti Caritas, tra cui una piccola comunità di Profughi Ucraini, 40 volontari tra quelli storici e quelli nuovi che ogni anno si avvicinano per la prima volta, i ristoranti Beverly, Casale san Nicola, PicNic la locanda, Torre Rossa e Salsello hanno fornito gli “ottimi e abbondati” primi ed i secondi, mentre alcuni cittadini hanno fornito frutta e panettoni, le bevande donate dall’azienda Di Pierro: senza questa generosità, non affatto scontata, non sarebbe stato possibile il pranzo.

La messa è stata celebrata dal coordinatore cittadino del clero don Giuseppe Abbascià che nella bella omelia ha messo in evidenza “l’onnipotente debolezza di Dio” usando le parole di S. Chiara. Nascendo come un piccolo uomo, che ha bisogno di essere accudito, protetto, amato e nutrito, non mostra forza, grandezza, ruoli di potere, desiderio di essere ai primi posti, ma chiede solo di essere accolto. Così anche noi dobbiamo accogliere l’altro e “donarci” agli altri come ha fatto Gesù nella sua vita. E la Caritas ci presenta il volto concreto di Dio attraverso i suoi doni e la sua azione quotidiana, compresa questa “festa” di Natale.

Tra i tanti intervenuti per gli auguri di un sereno e gioioso Natale 2022, citiamo il padrone di casa Mauro Mastrapasqua, l’arcivescovo mons. Leonardo D’Ascenzo, il sindaco Angelantonio Angarano e l’assessora ai servizi sociali Roberta Rigante, il regista Carlo Bruni, don Franco Lorusso, il coordinatore cittadino Sergio Ruggieri, il presidente dell’Unione Ciechi Marco Maenza.

La festa non sarebbe stata tale senza l’animazione musicale che, anche quest’anno, è stata affidata a Miriam Cosmai ed al musicista Antonello Papagni, che ha suonato alcuni brani di una sua produzione “sperimentale” LGiullor, pregiate canzoni in vernacolo.

Un Babbo Natale tutto emozionato ha donato i giochi ai bimbi presenti.

La festa non avrebbe potuto realizzarsi senza i tanti volontari: presenti nei locali sin dalle 10, hanno preparato i tavoli con le tovaglie rosse, impiattato gli antipasti, porzionato i primi ed i secondi, servito ai tavoli e ….via dicendo.

E poi ripulito le due grandi sale, impilato sedie e tavoli, differenziato i rifiuti e lasciato in ordine: il tutto fino alle 17 circa. Qualcuno ha solo piluccato qualcosa, altri hanno trovato il tempo per gustare le ottime pietanze.

“E’ stata una giornata lunga e faticosa, ma siamo contenti”: è questo il commento pressoché unanime dei volontari sentiti a fine festa.

Interessante il commento di alcune giovani che per la prima volta hanno prestato il loro servizio. Le sorelle poco più che ventenni Giulia ed Elisabetta, nell’incontro preparatorio del pranzo, avevano affermato che non sentivano molto l’afflato religioso che il Natale dovrebbe avere; si erano proposte come una specie di “esperimento”: vedere che emozioni potessero ricevere e provare dall’evento. Ed a fine giornata, alle 16,30, non erano stanche e provate, come le altre, erano sorridenti e si erano anche divertite. Merito dell’animazione che aveva coinvolto anche in balli e canti.

Tutti gli ospiti sono andati via con pacchetti di cibo, da usare il giorno dopo ed un regalo di vasetti di marmellata fatta con frutta locale donati dall’azienda Mastrototaro.

E Sergio Ruggieri ha commentato: “Non c’è modo più bello e VERO di vivere il Natale del Signore, che servire l’uomo sacramento di Dio. Questo i volontari lo fanno continuamente nella ferialità del tempo, ma che, vissuto il giorno di Natale, evidenzia che la vera solidarietà, non conosce pause nell’esprimere la vicinanza proprio nei periodi di “festa” dove la vulnerabilità di chi è solo è molto accentuata.”

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