Il Comune dedichi «una piazza in ricordo dei 5 ragazzi morti in Belgio per lavoro»

Cinque giovani morti per il lavoro. Tutti di Bisceglie. Vittime di una tragedia simbolo dell’emigrazione all’estero, che merita di essere ricordata.

«Sarebbe giusto, dopo mezzo secolo da quell’infausto giorno, fermarsi un attimo ed organizzare per l’anno prossimo un evento per ricordare, in occasione del mezzo secolo dalla tragedia quei ragazzi periti nell’incendio – dice Sergio Di Clemente, fratello di Giuseppe, una delle vittime – che pensavano al loro futuro, come si è fatto per esempio con chi è morto a Nassiryia, almeno dedicare loro una piazzetta».

Un lutto che, alle soglie del cinquantesimo anniversario, è rimasto scolpito nei cuori di parenti, di amici e concittadini che in quel maledetto 22 marzo 1974 piansero la triste fine degli sfortunati ragazzi: Giuseppe Di Clemente, Vito Dell’Olio, Giuseppe Di Pinto ed i fratelli Giuseppe e Girolamo Cassanelli.

Erano partiti con entusiasmo e speranza, verso il Belgio, per lavorare in un ristorante della città di Gand ma tornati in una bara, rapiti dalle fiamme di un incendio che divorò il locale.

Un dolore incommensurabile colpì la città per molti giorni, in uno stato di commozione generale dinnanzi ai cinque feretri disposti uno accanto all’altro per la celebrazione delle esequie nella Cattedrale di Bisceglie.

Erano camerieri e cuochi che sognavano di sbarcare il lunario con più concretezza lavorando oltre i confini nazionali, lontani dagli affetti per sostenere le loro povere famiglie nel ristorante “Al Parma” (facente parte della catena “Grill” da Gianni).

Era, infatti, di proprietà di Giovanni Bombini, un biscegliese che si era fatto strada nel campo della ristorazione. L’incendio si sviluppò all’alba, alle 5.30, per cause non meglio precisate.

Gianni con sua moglie ed il personale abitavano al primo piano nella stessa struttura del grande ristorante di quattro piani che si affacciava in piazza Wilson e riuscirono a mettersi in salvo lanciandosi dalle finestre del primo piano.

Con delibera del Consiglio comunale n. 116 dell’11 marzo 1977 il Comune concesse gratuitamente alle famiglie 5 loculi nel cimitero.

La disgrazia fece nuovamente capolino due anni dopo, allorquando, all’età di 15 anni, fu investito da un’auto e morì Felice Cassanelli, fratello di Girolamo. Famiglie distrutte, inseguendo quel lavoro che, spesso, ancora oggi, manca.

 

LUCA DE CEGLIA

3 thoughts on “Il Comune dedichi «una piazza in ricordo dei 5 ragazzi morti in Belgio per lavoro»

  1. e chi se lo scorda, ragazzini abitavamo e giocavamo insieme al Di pinto alle tre fontane

    1. Tutti miei coetanei. In particolare, Di Pinto era cresciuto alle Tre Pompe (Via G. Amendola), mio quartiere.

  2. Un ricordo cosi’, non si dimentica facilmente,non vanno dimenticati questi ragazzi,pieni di vita ,sognando un mondo diverso,sono emigrati,ma il destino e’ stato crudele per loro,ero un ragazzo e’ ricordo bene, cosa e successo in Belgio,, in quel periodo,non posso dimenticare il mio amico felice Cassanelli,,,,Brescia, D ,,

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