Simonetta Gola Strada e Paolo Farina, insieme a Zurigo, in nome di Gino Strada

Giovedì 26 settembre, a Zurigo, Simonetta Gola Strada e Paolo Farina hanno dialogato insieme sul tema: “Una persona alla volta. Pensieri e pratiche contro la guerra nell’esperienza di Gino Strada”.

L’evento era patrocinato dall’ASRI (Associazione Svizzera per i Rapporti Culturali ed Economici con l’Italia, nata nel 1937) e dall’ALA (Amici del Liceo Artistico Italo-Svizzero di Zurigo). Lo ha organizzato e amorevolmente curato la presidente dell’ASRI, prof.ssa Susanna Sguaitamatti-Bassi.

Presenti anche la dr.ssa Elena Fontana, Console Aggiunta del Consolato Generale d’Italia a Zurigo, e Anna Putrino, vice presidente del COMITES di Zurigo.

Simonetta Gola Strada dal 2001 lavora nell’ONG Emergency, dove dal 2012 è direttrice della Comunicazione. Dal 2009 è membro del Comitato direttivo e del Comitato esecutivo di Emergency. Per Feltrinelli ha curato l’ultimo libro di Gino Strada “Una persona alla volta (2022). È stata la moglie di Gino.

Paolo Farina è dirigente scolastico del CPIA BAT “Gino Strada” la prima scuola pubblica intitolata alla sua memoria. L’intitolazione risale infatti al 10 gennaio 2022, a meno di cinque mesi dalla morte di Gino Strada.

La stessa Istituzione Scolastica gli ha dedicato un murales, ad Andria, nel quartiere di San Valentino, sul quale si leggono le parole di Gino: «I diritti degli uomini devono essere di tutti, proprio di tutti, altrimenti chiamateli privilegi» Nella Sede centrale del “Gino Strada”, sempre ad Andria, il 2 marzo 2023, Simonetta Gola, insieme a tutta la Comunità Educante del CPIA BAT “Gino Strada”, ha messo a dimora “L’ulivo di Gino”. L’ulivo: la pianta della pace, la pianta che dona l’olio per lenire le ferite.

E di pace fattiva, di diritti degli uomini, di tutti gli uomini, della nascita e della storia di Emergency, della sua azione quotidiana si è parlato a Zurigo davanti ad un pubblico visibilmente partecipe e motivato.

Simonetta ha sottolineato più volte come nella visione di Gino Strada il “sistema” Emergency miri a offrire una sanità di qualità a tutti, creando ospedali di guerra o cliniche altamente specializzate proprio in quei luoghi in cui sembrerebbe impossibile. Ha spiegato che in un ospedale di Emergency vengono curati tutti proprio tutti, a prescindere dalla loro divisa o dalla loro appartenenza. E ha spiegato che l’idea di Emergency è di far crescere una cultura della sanità tale che, giunti al giusto punto di consapevolezza e competenza, Emergency possa lasciare il campo e donare la propria struttura sanitaria alle Autorità Locali, cosa che si è già verificata in tre occasioni.

Una serata intensa, che ha lanciato semi di pace e in cui sono risuonate le parole di Gino: “Io non sono pacifista. Io sono contro la guerra”. E ancora: «Se l’uomo non butterà fuori dalla storia la guerra, sarà la guerra che butterà fuori dalla storia l’uomo».

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