Associazione Mazziniana Bisceglie sulla Giornata della Memoria
Il 27 gennaio 1945 è il giorno in cui, alla fine della seconda guerra mondiale – i cancelli di Auschwitz vengono abbattuti dalla 60esima armata dell’esercito sovietico.
Ogni anno il 27 gennaio si celebra il Giorno della Memoria istituita in Italia nel 2000 con legge n. 211 ed in tutto il mondo nel 2005, al fine di ricordare la persecuzione e l’assassinio di sei milioni di ebrei europei, più di un milione di Rom e Sinti, nonché dei tanti militari italiani (IMI) e politici ad opera del regime nazista tedesco e dei suoi alleati e promuovere la pace, la tolleranza e l’amicizia tra i popoli, le razze e le religioni.
E’ una commemorazione pubblica, non soltanto della Shoah, ma anche delle leggi razziali approvate sotto il fascismo, di tutti gli italiani, ebrei e non, che sono stati uccisi, deportati ed imprigionati, affinché, come dice la stessa legge “simili eventi non possano mai più accadere”.
Tale obiettivo si potrà raggiungere solo rendendo più consapevoli, partecipi e coscienti i giovani sensibilizzando le nuove generazioni sui valori della democrazia, della pace e della libertà poiché senza il rispetto e l’applicazione dei diritti umani fondamentali, le cose più terribili possono diventare realtà.
Quando il regime fascista, ad imitazione del regime nazista, vara nel 1938 le leggi raziali anche in Italia vengono costruiti campi di concentramento simili ai lager nazisti; il campo di Ferramonti ove furono internati ebrei ed apolidi, la Risiera di San Sabba a Trieste, il campo di Fossoli, punto di raccolta delle persone da deportare nei campi di concentramento austriaci e persino nella nostra Puglia esisteva il Campo 65 tra Altamura e Gravina.
Oggi è ancor più necessario ricordare poiché il vento dello stolido negazionismo soffia forte anche nella nostra Europa, un aumento dell’antisemitismo mai riscontrato in passato che ci preoccupa e ci fa temere l’arrivo di tempi bui per la nostra democrazia e la libertà dei popoli e dei singoli. Dobbiamo combattere e denunciare ogni forma di razzismo, discriminazione ed intolleranza e difendere la nostra democrazia da ogni tentativo di modificare o sovvertire lo stato di diritto.
La negazione dell’Olocausto è oggi un reato in molti paesi, ecco perché “ L’Olocausto è una pagina del libro dell’Umanità da cui non dovremo mai togliere il segnalibro della memoria”. -Primo Levi -.
Carlo ROCCO
Presidente f.f. Sezione AMI