“La voce delle donne” a Bisceglie
La sera di giovedì 27 marzo, a sei anni dal suo battesimo artistico, l’orchestra Red Shoes Women Orchestra è tornata ad esibirsi presso il Politeama di Bisceglie, l’accogliente teatro dove la formazione sinfonica ha debuttato nel 2019, con un concerto ormai ben rodato dal titolo “La Voce delle donne”. Si tratta di una manifestazione dedicata al grave problema sociale della violenza di genere e all’importanza del rispetto dei diritti delle donne, ancora oggi negati in alcuni paesi a causa di assurde leggi o violati da forme di mentalità retrive e maschiliste; un’orchestra tutta al femminile, quindi, libera di esprimere la propria arte musicale e di farlo anche per rivendicare la libertà di tutte le donne.
Il repertorio della serata si è sviluppato attraverso una serie di brani strumentali e con voce per lo più noti e amati dal grande pubblico, alcuni fortemente connessi con le tematiche del mondo femminile, a partire dallo struggente Valzer composto dalla star hollywoodiana Anthony Hopkins, una piacevole e inaspettata rarità, poi Rota, Battisti, Caselli, Mina e tanti altri. Le composizioni risultano ben arrangiate, funzionali nell’orchestrazione e nella distribuzione delle parti nelle singole sezioni strumentali; in particolare convincono le versioni di “L’ultimo bacio” di Carmen Consoli e della bellissima “Voilà” di Barbara Pravi, seconda classificata all’Eurovision 2021, in cui il rapporto tra la voce e l’orchestra è apparso strutturalmente più riuscito e coinvolgente.
Sul podio il Maestro Dominga Damato, nota direttrice di origini rutiglianesi, che negli ultimi anni si è imposta come una delle migliori interpreti del ricco repertorio bandistico ed è salita sul podio di alcune importanti orchestre pugliesi, quali l’Orchestra Filarmonica Pugliese e la formazione tarantina Magna Grecia.
La sua è una direzione misurata e naturalmente elegante, che assicura il pieno controllo dell’orchestra e presta la dovuta attenzione all’equilibrio tra le varie sezioni strumentali. Il gesto del braccio destro appare ampio, vigoroso, in grado di fornire buona sicurezza e precisione ritmica nonché chiarezza nelle dinamiche. L’orchestra, dal canto suo, risponde con puntualità alle sollecitazioni direttoriali; nonostante l’acustica poco generosa, ha denotato compattezza sonora e buona intonazione, soprattutto nelle sezioni degli archi, con alcune individualità di spessore, Mirella Fiore come spalla, Mariastella Saponari al violoncello e Michele Lozupone alla tromba. Il suono della formazione risulta corposo, vario nelle dinamiche, in alcuni momenti carico emotivamente (Tema d’amore di Giulietta e Romeo); si necessita però una maggiore presenza della sezione ritmica (basso e percussioni), un po’ troppo in disparte nel concerto biscegliese.
La serata è stata condotta dalla voce recitante di Giacomo Battista, una conduzione equilibrata e discretamente ironica, che ha fornito interessanti notizie sui brani e sulle connessioni degli stessi con il complesso mondo femminile e di conseguenza maschile, non lesinando arguti aforismi che hanno insaporito le esecuzioni.
Enza Carenza, solista della serata, ha un gran voce, flessibile nei registri, facile agli acuti, quasi sempre a suo agio nonostante la varietà del repertorio, soprattutto in quello di Mina, bestia nera di tante cantanti che lo affrontano, ma che ha trovato in questo giovane talento altamurano un’ottima interprete.
FRANCESCO SCODITTI