Emergenza Femminicidi: Ziwanda Bisceglie chiama un presidio di rivendicazione della rabbia

Altre due nostre sorelle sono state ammazzate dalle mani di due uomini in quanto responsabili della sola colpa di aver detto “no”. Piangendo la morte di Ilaria e Sara non possiamo ignorare la rabbia che sale e divampa: siamo stanche di doverci contare.

Siamo stanche di sentirci dire che qualcosa cambierà, che lo Stato ci aiuterà. Siamo stanche di sentirci dire che sarà l’ultima se puntualmente non lo è. Vogliamo essere marea, per Ilaria, Sara e tutte le altre 11 donne che dall’inizio del 2025 hanno perso la vita per colpa di uomini violenti, frutto della cultura patriarcale.

Il Ministro Nordio ha esordito proprio nella giornata di ieri dicendo che la sensibilità con cui ci si rapporta alle donne dipende dalle etnie. Noi gli rispondiamo che la nostra stessa etnia ci uccide, ci stupra e ignora le morti delle nostre sorelle. Noi gli rispondiamo che sono proprio i nostri mariti, figli, colleghi di università, compagni ad ucciderci. Nessun immigrato e extracomunitario, nessun estraneo.

E noi la rabbia provata per questo lutto la vogliamo rivendicare come strumento di lotta e cambiamento.

Infine, un appello lo rivolgiamo a tutta la comunità maschile e non, che con o senza consapevolezza, opprime, controlla e castra la vita delle donne. Un appello a tutti quelli uomini che non si danno alternativa al modello di vita machista che li opprime, che li trasforma in macchine di produzione, in automi che non possono concedersi sentimenti. La vostra frustrazione origina proprio dal modello di società che strenuamente difendete.

Chiamiamo una piazza per rivendicare la nostra rabbia collettiva contro un sistema che non è in grado di tutelarci, che non vuole rispondere alle nostre richiesta di educazione sessuo-affettiva e che continua a generare odio e violenza. Vogliamo che il cambiamento abbia inizio con percorsi seri di decostruzione, che le istituzioni, da quelle locali alle nazionali, affrontino con la dovuta diligenza e responsabilità il tema della violenza maschile fornendo strumenti concreti per garantire piena autonomia alle donne. Vogliamo una società che si ridisegni a misura di diritti per tutte, tutti e tutt*, perché il riconoscimento della piena libertà e dignità a tutte le esistenze non può mai essere letto come un capriccio. Vogliamo essere rabbia e confronto per il cambiamento!

Ci vediamo in piazza. Appuntamento per venerdì 4 aprile, ore 20, Piazza San Francesco. Perché a morire è sempre una nostra sorella. Ma ad uccidere sempre un uomo. E siamo stanche di doverci contare.

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