Cinque Sì, si è costituto il comitato provinciale a sostegno dei referendum

L’Italia ultima per salari nel G20, solo nel 2024 sono stati 1090 i morti sul lavoro nel nostro Paese, oltre il 90% dei rapporti di lavoro attivati lo scorso anno in Puglia e nella Bat è precario, dove oltre il 60% dei rapporti cessati non va oltre una durata di tre mesi e un lavoratore su quattro assunto a termine è in questa condizione da oltre cinque anni. Bastano solo queste ragioni per dire quanto sia importante andare a votare l’8 e il 9 giugno e scegliere 5 “Sì’” ai referendum per il lavoro e la cittadinanza. Per abrogare norme ingiuste ed eliminare le discriminazioni dentro e fuori i luoghi di lavoro, facendo un passo in avanti sul piano delle conquiste dei diritti sociali e civili.

Nella sala del consiglio comunale di Andria si è costituito il Comitato provinciale per i referendum sul lavoro e la cittadinanza, aperto al contributo di tutta la società civile. Presenti i rappresentanti delle associazioni e dei partiti che hanno già aderito al Comitato provinciale: Partito democratico, Sinistra Italiana, ABC, AndriaLab, Futura, ANPI, Libera, Arci, Coalizione Civica, Donna Vita Libertà, Pax Christi, Auser e Circolo dei Lettori di Andria. Presente alla costituzione del Comitato l’assessore regionale, Debora Ciliento, il presidente della Provincia Bat, Bernardo Lodispoto, l’assessore comunale, Pasquale Colasuonno ed il consigliere comunale, Lorenzo Marchio Rossi, che hanno portato i saluti del sindaco di Andria, Giovanna Bruno e dell’intera amministrazione comunale.

“Chiediamo a tutti gli interessati, associazioni e movimento che credono come noi nell’importanza del valore del lavoro e dei diritti civili di aderire al comitato perché più siamo e più persone riusciremo a portare alle urne per questi importanti 5 Sì. Abbiamo già concordato con tutto il Comitato che a partire dalla prossima settimana andremo a costituire in tutti i Comuni della Bat i Comitati comunali proprio perché abbiamo bisogno di dare informazioni ai cittadini a partire appunto dalle periferie delle città del nostro territorio”, ha detto in apertura dei lavori il segretario generale della Cgil Bat, Michele Valente. “Si tratta di fare scelte di campo perché questo ormai che viene offerto non è più un lavoro, perché i salari sono troppo bassi, perché i diritti non possono essere ad appannaggio solo di qualcuno ma devono essere di tutti. Le lotte fatte negli anni per conquistare i diritti che nessuno ci ha regalato, hanno bisogno oggi di essere riattivate attraverso un impegno comune”.

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