Natura, poesia e dialetto per approfondire la poetica dell’autore del libro “Tra fèrue e seléinzie de négghie”
“Camenènne… nei sentieri della poesia” del poeta Demetrio Rigante è stato il titolo della serata proposta dal Circolo Unione e il Circolo dei Lettori nel gremito Salone Di Gregorio del Circolo Unione. L’evento, condotto magistralmente dal dott. Donato De Cillis, ha avuto inizio con l’omaggio al compianto Papa Francesco dell’autorevole intervento del Mons. Mauro Cozzoli, Ordinario di teologia Morale nella Pontificia Università Lateranense.
La partecipazione commossa di un pubblico attento ha fatto da cornice ad una serata in cui si è percorso un sentiero “Tra fèrue e seléinzie de négghie”, il titolo del libro dell’ultima fatica letteraria di Rigante.
Dopo i saluti iniziali della prof.ssa Rosa Leuci, presidente onorario Circolo dei lettori, e del dott. Donato De Cillis, presidente del Circolo unione, la prof.ssa Ida Musci ha presentato l’Autore leggendo una sua breve biografia e il video intervista del giornalista dott. Enzo Quarto in onda al TG3 Puglia.
Il piacevole dialogo tra l’autore ed il vice presidente de La Canigghie prof. Nicola Gallo ha evidenziato brevemente come Monte Caccia, Centro Trasmittente TV/MF della Rai immerso nell’Alta Murgia e sede di lavoro dell’autore, sia stato la sua fonte di ispirazione e meditazione…
L’intervento del presidente dell’Associazione La Canigghie Dott. Tommaso Fontana ha sottolineato l’aspetto poetico dell’autore affermando anche che Rigante non può essere definito poeta dialettale ma poeta e basta, perché i suoi versi anche tradotti in lingua sono di alto spessore culturale.
Emozionante l’intervento del Mons. Mauro Cozzoli che seguendo il percorso di crescita del poeta, sua la prefazione al libro “Atturne a la frascère” ed. Cortese 2007, ne ha evidenziato la sua sensibilità d’animo che lo ha portato a riflettere nei silenzi “tra fèrue …e négghie” durante i 40 anni trascorsi “… là, a Monte Caccia, dove con un dito mi pareva toccare il cielo… dove percepivo il fiato del Signore… dove in quella immensità di spazio le persone sembravano formiche…”, citando la conclusione dell’Introduzione al libro curata dallo stesso Autore. Mons. Cozzoli ha sottolineato l’importanza della lingua madre e in omaggio al dialetto ha declamato i versi di “Castègne calde” e “Calze còrte”, ricordi d’infanzia dell’autore che si fanno parole che toccano il cuore perché evidenziano quel calore della famiglia smarrito negli ultimi tempi in una società sempre più materialista…
Commovente l’omaggio dell’Autore al compianto poliedrico prof. Eugenio Monopoli, un video tratto dalla presentazione del libro “Atturne a la frascère” al Teatro Garibaldi nel novembre del 2007. In quella occasione, magistrale fu l’interpretazione di Eugenio dei versi “Na làgreme saup’o córe nan z’arreggétte angóre” composti dal Rigante dopo la perdita del suo caro papà.
Con le sublime note del pianoforte del M° Dott. Antonio Marzano hanno deliziato il pubblico presente declamando gli attori teatrali: Anna Lozito con “Me piòce la cambègne”, Dott. Michele Schiavone “La fórze de ne dìscete” ed il prof. Carlo Monopoli con “U tartagghìuse o rettuáne”.
Alcuni alunni della classe1aA della Scuola Media “Riccardo Monterisi” di Bisceglie, accompagnati dalla prof.ssa Caterina Rigante, hanno voluto fare omaggio all’autore declamando i suoi versi “La lèngue de le nunne”, “La frònze ià…” e “La Pòce”, testimoniando così l’impegno nelle scuole da parte dell’Autore e dei componenti dell’Associazione La Canigghie.
I video ispirati dai versi di “E m’anghié d’arie”, “Ind’o máre de pète”, “A páne… e recóurde”, “L’acque… e chèra vógghie de Libbertò” declamati rispettivamente da Ida Musci, Nicola Gallo, Demetrio Rigante e dall’attore teatrale Nicola Losapio hanno impreziosito la serata di immagini dove la natura mostra tutta la sua bellezza.
In conclusione il poeta Rigante ha ricordato un pensiero di Papa Francesco riportato su l’Osservatore Romano del 1 gennaio 2019: “Il dialetto è una risorsa, salviamolo. È il linguaggio familiare dell’amore, utile anche a trasmettere la Fede”.
La Canigghie