“Xylella, allo Stato dei fatti”, le verità nascoste nel convegno organizzato a Bisceglie
Si è tenuto al Politeama Italia una conferenza “Xylella, allo Stato dei fatti” organizzata da Felicità e Benessere, dal Comitato Olivicoltori e Cittadini Conca Barese di Sannicandro insieme al Comitato Ulivivo che semplicemente riportava alcune parti di una inchiesta di 7000 pagine della Procura della Repubblica di Bari a seguito di un’indagine svolta dalla polizia giudiziaria dei Carabinieri .
Da questi documenti si evince che la scoperta della “Xylella è di gran lunga antecedente alla data dichiarata ufficialmente”. Si legge, infatti, nei documenti della PG che:
“Tale situazione rileva in considerazione che quelle fattispecie di reato verificatesi a partire dal 2005 […] a seguito di un disegno criminoso avviato all’epoca, in questi giorni ancora esplicano una sicura, perdurante valenza attuativa. In termini più espliciti si conferma che la batteriosi è stata tenuta “nascosta” dal 2005, al 2013, in quanto i responsabili scientifici, amministrativi e politici hanno dovuto organizzarsi attraverso strutture, apparati tecnici e normativi al fine di conseguire enormi guadagni attraverso finanziamenti, brevetti, speculazioni connesse alla trasformazione del territorio […]”. (doc. 1036913, pp. 9-10, annotazione del 31/7/2021 prot. nr. 459/72)
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E’ interessante sapere che, come si legge nel sito ulivivo.it, fra il 2003 e il 2008, è stata registrata una distribuzione anomala di erbicidi nella provincia di Lecce e Brindisi (ovvero superiore a quelle delle altre province pugliesi pur avendo una superficie agraria di gran lunga inferiore a quella di Bari e di Foggia) che, nella sola provincia di Lecce, nel 2007 ha raggiunto la punta di 5,36 kg/ha, una quantità ben superiore a quella (4,5 kg/ha) che nel 1974 aveva causato il disseccamento degli ulivi sempre nell’agro di Gallipoli.
Un giro d’affari milionario tenuto in piedi da monitoraggi manipolati, una narrazione mediatica allarmistica idonea a fomentare una “strategia dell’emergenza”, del vero e proprio “terrorismo psicologico”, specie attraverso i numeri delle piante infette in contrasto con le statistiche emerse dai dati ufficiali.
“La normativa prodotta trascura l’impatto ambientale e sociale derivante dall’eradicazione e non considera i principi basilari sui quali si regge la protezione del diritto dell’ambiente, pur considerato tra gli scopi essenziali della Comunità ed esigenza imperativa. Non si è lasciato spazio a metodi alternativi alla distruzione degli olivi e non si è voluto approfondire quanto l’uso indiscriminato degli erbicidi abbia contribuito ad impoverire il suolo”. (doc. 1036925, pp. 132-133, annotazione del 3/10/2020 prot. nr. 459-68)
L’obiettivo finale appare sempre più definito: “Mentre da un lato i soggetti del mondo politico, scientifico e associazionistico di categoria più volte menzionati dalla PG si spartiscono fiumi di soldi pubblici – afferma il Comitato Ulivivo – dall’altro si liberano terreni, si creano nuovi spazi da destinare a colture e trasformazioni urbanistiche, agrovoltaico, campi da colf, colture intensive… prima impedite dagli olivi secolari”.
Tutto ciò avviene come conseguenza della narrazione dell’emergenza che da oltre un decennio in Puglia ha permesso di calpestare i diritti anche costituzionali di un intero popolo. “Se si scoprisse che Xylella è una componente del complesso del disseccamento rapido dell’olivo, ma non il primo agente causale, tutta la politica di gestione della batteriosi salterebbe immediatamente, pochi in Italia stanno lavorando per appurare questo dato, in quanto l’attuale indiziato numero uno rende molto di più, per la ragione che è un patogeno appartenente alla lista di quelli da quarantena”. (doc. 1036913, pp. 9-10, annotazione del 31/7/2021 prot. nr. 459/72)
“Ora che il vaso di pandora è stato scoperchiato non possiamo più chiudere gli occhi – conclude Ulivivo – è necessario e urgente che la cittadinanza pugliese venga a conoscenza delle menzogne perpetuate in questi anni e alla luce di questo inizi ad agire di conseguenza, tornando a prendersi cura della propria terra e dei propri amati ulivi”.
In sintesi dal convegno si sono evinte diverse cose interessanti:
– Xylella non è la causa principale del disseccamento (in natura, dietro un problema, la causa non è mai una sola)
– non c’è nessuna ricerca scientifica che dimostra la relazione tra la sottospecie pauca di Xylella fastidiosa e il disseccamento degli ulivi (correlazioni sussistono solo per gli agrumi)
– una concausa importante è l’impoverimento del microbiota del terreno dovuto ad anni di sovrautilizzo di diserbanti, ulteriormente aggravato dalle arature, dall’ assenza di biodiversità e da potature mal fatte
– oltre al verdeggiare di oliveti da sempre curati, in basso Salento, si osserva una ripresa in tanti oliveti secchi, all’apparenza morti, che, spesso dopo anni di abbandono, stanno rigermogliando nella parte aerea.
Qui il link per vedere la conferenza tenutasi a Sannicandro e ascoltare gli interventi di:
– arch. Maria Piccarreta, Segretariato regionale del Ministero della Cultura della Puglia,
– dott. Massimo Blonda, già ricercatore CNR, già direttore scientifico Arpa Puglia, già componente della task force su Xylella istituita dalla Regione Puglia,
– dott.ssa in scienza agrarie Emanuela Sardella,
– prof.ssa Margherita Ciervo, geografa, docente universitaria di geografia economico-politica,
– dott.ssa Margherita D’Amico, biologa e patologa vegetale
👉 https://www.youtube.com/watch?v=VVMVDDzYmH8